
CHIVASSO - Abusa della nipote di 12 anni, 41enne condannato a sei anni di carcere. E’ la sentenza di primo grado che è stata pronunciata nei giorni scorsi dal tribunale di Ivrea. Il pubblico ministero aveva chiesto 7 anni di pena.
La vicenda è avvenuta a Chivasso e risale al 2015, quando l’uomo si era trasferito a vivere a casa del fratello che abitava insieme alla compagna e alla figlia di lei. E’ proprio quest’ultima, allora 12enne, dopo i primi mesi di convivenza è diventata oggetto delle attenzioni morbose dello zio.
Molestie e incontri spiacevoli che avvenivano quando nell’abitazione c’erano solo loro due: una quindicina in 2 anni, durati fino al 2018 quando lo zio è andato via di casa. Una situazione aggravata dalle inutili proteste della giovane, spaventata e impreparta ad affrontare quello che stava accadendo.
Il calvario della ragazzina, purtroppo, è ripreso poco dopo, nel 2019 quando è diventata vittima di sexting (l'invio di testi o immagini sessualmente esplicite tramite Internet o telefono cellulare) da parte sempre dello zio, che l’accusava di avere una relazione con un’altra persona e la contattava in modo insistenze sui social e al telefono. La minorenne l’aveva giustamente anche bloccato su internet. Per tutta risposta, l’uomo le diceva di sbloccarlo che altrimenti si sarebbe tolto la vita. La procura di Ivrea ha accusato il 41enne di violenza sessuale e di molestie ex articolo 660 del codice penale.








