
Un dramma inspiegabile. Paolo Macrì, 29 anni, chef del ristorante Ocio di Ivrea, e prima della Locanda del Panigaccio, è morto nel sonno a soli 29 anni per un’emorragia cerebrale. E’ successo alle prime luci dell’alba del lunedì di Pasquetta. Era rientrato a casa dopo un’intensa giornata di lavoro per godersi un meritato riposo nell’abitazione di corso Carlo Zuffo a Chiaverano, che divideva con la compagna, Cinzia Bigio.
Quando la coppia va a letto, tutto sembra normale, una notte come tante altre. Senonchè all’improvviso lei si sveglia e nota il respiro di Paolo che si fa sempre più affannoso. Sembra quasi stia sognando. Prova allora a svegliarlo, ma inutilmente. Spaventata, chiama immediatamente il 118. Dopo pochi minuti giunge un’ambulanza, seguita di lì a poco dall’elisoccorso atterrato nel vicino campo sportivo.
Per due ore i medici tentano di rianimare Paolo con ogni mezzo, confidando sulla forza del fisico dello chef, un ragazzo atletico, ben allenato, appassionato di bici. Purtroppo, però, tutti gli sforzi sono stati vani.
Inutile quindi il trasporto in ospedale. Il corpo senza vita di Paolo Macrì è ora al centro di medicina legale di Strambino, dove verranno eseguiti gli esami autoptici necessari per accertare la causa del decesso, secondo la disposizione della procura di Ivrea. Di conseguenza la data dei funerali non è stata ancora comunicata.
Resta lo sconforto, il dolore della famiglia, soprattutto della mamma Katia, che già a gennaio scorso aveva dovuto fare i conti con la scomparsa improvvisa del marito Giuseppe, morto a 60 anni per un incidente sul lavoro a Gravere, in alta Valle di Susa.
E viene spontanea l’analogia con il caso del capitano della Fiorentina, Davide Astori, anche lui morto nel sonno a soli 31 anni, inspiegabilmente.
Carlo e Davide, due sportivi, due ragazzi nel fiore degli anni, accomunati dallo stesso tragico destino.








