CERESOLE - Salta l'approvazione della tassa rifiuti. Bufera in Consiglio

E’ bufera a Ceresole dopo la mancata approvazione del piano finanziario dei rifiuti entro i termini di legge. Opposizione e maggioranza si scambiano critiche al vetriolo, con la prima che annuncia la richiesta di un intervento della Prefettura e chiede le dimissioni del primo cittadino.

«L’Amministrazione da due anni non è in grado di approvare il piano per la Tari e le relative tariffe, con il conseguente utilizzo retroattivo del piano finanziario 2016, fatto più unico che raro tra i comuni italiani – scrive il capogruppo di opposizione Mauro Durbano – Tale situazione ha determinato, per l’anno 2017, e determinerà, per l’anno 2018, oltre 12mila euro di gettito extra nelle casse comunali, pagate dai contribuenti oltre il dovuto. Questi fondi, come previsto dalla normativa, dovranno essere restituite e i costi per tale operazione, ore di lavoro del personale per effettuare i conteggi, spese bancarie e interessi, ovviamente ricadranno sulla collettività».

Secondo la minoranza, il piano finanziario conteneva 28mila euro di costi preventivati per la costruzione di isole ecologiche nella parte variabile sotto la voce “costi di raccolta differenziata per materiale”.

«Come gruppo abbiamo evidenziato come tale operazione fosse illegittima e proposto di approvare il piano finanziario stralciando quell’importo, in considerazione del fatto che, molto probabilmente, non vi sarebbe stato tempo di riconvocare il Consiglio comunale entro il 31 marzo, ultima data utile per l’approvazione del Piano – aggiunge Durbano – Il sindaco, dopo un’ora di sospensione dei lavori, si è rifiutato categoricamente di accettare questa proposta e non è però stato in grado di riconvocare la seduta entro la scadenza prestabilita dalla normativa. Noi crediamo che in qualsiasi realtà privata un dirigente che per due anni consecutivi arrecasse un simile danno ai suoi amministrati verrebbe rimosso dal suo incarico. Per questi motivi sembra evidente che, un passo indietro del Sindaco sarebbe un doveroso atto di responsabilità, nell’interesse della collettività. Affinché non siano sempre e solo i contribuenti a rispondere degli errori dell’amministrazione.
Considerata la grottesca situazione creatasi, richiederemo un intervento del prefetto affinché vigili sulla questione a tutela dei contribuenti ceresolini».

Dura la replica del sindaco Andrea Basolo, che contesta le parole dell’opposizione e rimanda al mittente le accuse.

«Non e’ corretto dire che il Comune non è riuscito ad approvare il piano TARI negli ultimi due anni, perché l’anno scorso la ditta Teknoservice non ha inviato il piano finanziario in tempo per essere approvato nei termini – spiega in una nota stampa – Quest’anno il comune voleva finanziare con le maggiori entrate dello scorso anno dei mascheramenti dei cassonetti siti nelle zone più in vista del paese, (in alternativa si sarebbe potuto rendere dei soldi ai ceresolini nella bolletta 2018). La minoranza strumentalizza su tutto e mai e dico mai si dimostra collaborativa. L’unico risultato ottenuto sarà che il comune non farà le isole ecologiche e i mascheramenti previsti, in questo ringrazio i due rappresentanti della minoranza. Concludendo, il Comune quest’anno darà indietro ai ceresolini la parte dell’anno scorso e non la investirà nel settore rifiuti (cosa che fanno quasi tutti i comuni del consorzio). Io credo che non ci deva essere minoranza e maggioranza in un paese come il nostro, ma un'unica coalizione che crede e lotta per il paese. Purtroppo vivendo in città e non essendo mai presente, la minoranza non può che far queste azioni di poco valore».