CERESOLE-RIVAROLO - Minacce mafiose: assolto Antonino Battaglia
Minacce aggravate dal metodo mafioso: assolto l'ex segretario del Comune di Rivarolo Canavese, Antonino Battaglia. Dopo la sentenza della Corte di Cassazione sull'inchiesta Minotauro (che ha escluso l'aggravante mafiosa per l'ex segretario generale di Palazzo Lomellini), oggi in tribunale a Ivrea è arrivata un'assoluzione per Battaglia, all'epoca dei fatti contestati anche segretario del Comune di Ceresole Reale. Con lui a processo anche l'allora vicesindaco del paese, Tiziana Uggetti. Anche lei è stata assolta. Secondo il giudice «il fatto non sussiste». Smontata la tesi dell'accusa, sostenuta in aula dal pubblico ministero Monica Abbatecola.
 
Nino Battaglia, difeso dall'avvocato Franco Papotti, è stato chiamato a rispondere di una frase pronunciata il 20 maggio 2010 nei confronti di un imprenditore di Ceresole Reale. Quest'ultimo si era presentato in municipio con alcune richieste per l'amministrazione comunale. Battaglia, in quell'occasione, avrebbe detto all’imprenditore che «In Calabria queste cose si sarebbero risolte in un altro modo» e la Uggetti avrebbe aggiunto «Forse questo è il modo migliore». Due settimane fa, l'ex segretario si era difeso: «Con quella frase volevo dire che in Calabria avremmo risolto tutto al bar davanti a un buon bicchiere di vino, senza trascinarci in contenziosi». Giustificazione che ha convinto il giudice.
 
L'accusa aveva sostenuto la pesantezza di quelle affermazione nel contesto all'interno del quale erano state pronunciate. L’imprenditore in questione, infatti, aveva appena subito gravi danni all’azienda in seguito alla valanga di Ceresole Reale del 2008.