
CERESOLE REALE - Rubano nella villetta poi «perdono tempo» a cenare dentro l'abitazione appena svaligiata e vengono presi dai carabinieri. Oggi in tribunale a Ivrea è iniziato il processo ad una banda italo albanese accusata di un furto commesso nel marzo 2015 in borgata Comba a Ceresole Reale. In quell'occasione i malviventi, quattro italiani e un albanese residenti a Ceresole, Cuorgnè e Rivarolo Canavese, dopo il furto si erano fermati a mangiare nella villa appena svaligiata, di proprietà di un medico torinese.
Da quell'abitazione, utilizzata come meta di villeggiatura, avevano rubato un paio di cappotti di pelliccia, quadri, valigie, varie stampe e preziosi. Tutti e cinque sono stati intercettati e fermati dai carabinieri della compagnia di Ivrea poco dopo il colpo. Ad incastrarli ci hanno pensato le tracce di saliva recuperate dai militari dell'Arma sui bicchieri lasciati sulla tavola dell'abitazione. Reperti che, analizzati dal Ris, sono risultati appartenere a due dei cinque membri della banda.
Due degli imputati, di 39 e 55 anni, hanno scelto il rito abbreviato: andranno a processo il 15 giugno 2022. Gli altri tre, invece, saranno giudicati con il rito ordinario: hanno 30, 40 e 61 anni. Per loro l'udienza è stata fissata il 24 maggio. Una parte della banda aveva messo a segno nel 2015 anche altri furti a Cuorgnè e nelle frazioni.








