
Domenica 16 luglio è tornata la Royal Ultra Sky Marathon Gran Pradiso, prima delle tre tappe delle Sky Runner World Series categoria Sky Extreme (International Skyrunning Federation), ossia il vertice del campionato mondiale di skyrunning nonché tappa della Skyrunner Italy Series categoria Sky Ultra. Sette i colli e 55 chilometri di lunghezza con 4141 metri di dislivello positivo nella pura natura selvaggia del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Quasi 400 concorrenti di 35 nazionalità diverse, insomma l’evento dell’anno per gli skyrunners a cui hanno creduto prima di tutto i due sponsor Montura e Iren.
Questa edizione mondiale della Royal, Stefano Roletti il geniale organizzatore ha voluto dedicarla ad un uomo che, come pochi altri, ha dato lustro all’Italia in tutto il Mondo: Luigi Amedeo di Savoia Aosta, il Duca degli Abruzzi e con lo stesso spirito di abnegazione molti volontari sono stati impegnati nel soccorso medico degli atleti e dei numerosi spettatori sparsi sul tracciato. Diversi mesi prima dell’evento, i volontari, si sono organizzati per affrontare qualsiasi tipo di emergenza e hanno scelto con entusiasmo di dedicarsi al prossimo anche in una splendida giornata di sole all’insegna del divertimento.
Un grande lavoro di squadra, il loro, che vede impegnate decine di volontari del corpo nazionale del soccorso alpino della XII delegazione Canavesana e i volontari del soccorso di Ceresole e Noasca, della Croce Bianca di Valperga e di Ivrea Soccorso del comitato ANPAS (Associazione Nazionale pubbliche assistenze). Decine di squadre del soccorso alpino sul tracciato, tre le ambulanze pronte a intervenire (di cui una con medico e infermiere a bordo, per interventi di soccorso avanzato) e una tenda medica di primo soccorso allestimento a Ceresole Reale, per dare supporto a tutti coloro, corridori e pubblico, che necessitano di cure ed assistenza. Senza contare l’ausilio di un elicottero della Pellissier Helicopter e la centrale di coordinamento interforze allestita nei pressi dell’arrivo, composta dalla rappresentanza degli operatori sanitari e dei guardia parco per il coordinamento degli interventi.
Qual è lo spirito che spinge gli atleti a scalare montagne e spinge i volontari ad impegnarsi così duramente nel soccorso? «Lo stesso spirto - rispondono all'unisono i volontari - nulla di materiale e venale, ma solo la gratificazione di aiutare oltre i più bisognosi anche il territorio». Una prova di valore di un territorio e della sua gente che ha unito le energie per far conoscere al mondo la natura del parco del Gran Paradiso. La sua gente e i suoi valori: l’aiuto del prossimo, accoglienza e lo sport, come ha sottolineato anche l’assessore regionale allo sport Giovanni Ferraris, intervenuto all’evento, ribadendo l’importanza di questa gara e il grande lavoro che è stato fatto per far conoscere il parco del Gran Paradiso. Nonostante si sia chiusa questa edizione della Royal Sky Marathon, per i volontari del soccorso continua l’insostituibile impegno in tutte quelle situazioni quotidiane in cui c’è bisogno di aiuto, facendo la differenza spesso tra la vita e la morte.








