CERESOLE - Cacciatori denunciati, stavano per uccidere un camoscio

Li hanno bloccati a quota 2200 metri, nel territorio del Comune di Ceresole Reale. Sono due cacciatori residenti in un paese del Canavese, che, armati di una carabina, stavano per abbattere un esemplare di camoscio all'interno dell'area protetta del Parco nazionale del Gran Paradiso. Sono stati entrambi denunciati per introduzione di armi nel Parco. Rischiano fino a sei mesi di carcere o una multa di 13 mila euro.

La brillante operazione è stata portata a termine l'altra mattina dai guardaparco del Gran Paradiso che hanno seguito i due cacciatori (in possesso di regolare licenza) per oltre un'ora e mezza. Poi, quando i due hanno scelto la preda, sono prontamente intervenuti. I cacciatori, accompagnati alla sede di valle, sono stati denunciati alla procura di Ivrea. La carabina è stata sequestrata. I due erano consapevoli che nell'area protetta, per definizione, la caccia è vietata.

«Il tempestivo intervento dei guardaparco - fanno sapere dall'ente Gran Paradiso - ha evitato l'abbattimento di esemplari della fauna da parte dei cacciatori. Ancora una volta i guardaparco si sono rivelati fondamentali nel lavoro di prevenzione e sicurezza del territorio, oltre allo svolgimento delle attività di monitoraggio e a supporto della ricerca scientifica nell'area protetta».