
CASTELNUOVO NIGRA - Natività così belle da andare letteralmente a ruba. Resta la mangiatoia vuota e un po' di rabbia per un episodio inqualificabile avvenuto a Castelnuovo Nigra, dove sono state sottratte ben 6 statuette di Gesù bambino esposte nei presepi del centro storico del paese della Valle Sacra.
A dare notizia del furto è l'associazione storico culturale Canapisium, guidata da Nadia Bontempo: «Grande è stata la sorpresa di tutti noi salesi nel giorno dell’Epifania. Anziché accogliere la manifestazione del Bimbo, in sei degli 88 presepi diffusi a Castelnuovo Nigra si sono rivelate sei mangiatoie vuote. Un gesto incomprensibile, un furto stupefacente ed assurdo, crudele e perfino blasfemo ha privato alcuni dei piccoli e grandi presepi del protagonista principale di questa nostra grande, viva, mistica e gioiosa celebrazione comunitaria. Inizialmente è prevalso lo stupore e dopo il primo riscontro nella cappella di San Vittore si sono dovute constatare le altre scomparse in punti diversi del paese: evidentemente non si è trattato di un furto legato ad un bisogno puntuale ma di un’azione ampia e deliberata, destinata a privare ogni singola sacra rappresentazione presa di mira del suo cuore, della prodigiosa nascita del Bimbo divino. La tenerezza di questa scena dove l’esposizione del fragile corpo di neonato, rappresentato sempre seminudo, in una umile stalla o grotta, in balia del freddo invernale e soltanto poveramente riscaldato dall’alito del bue e dell’asinello lì ricoverati, è forse una delle più potenti raffigurazioni della nostra cultura, della nostra storia».
E' dura la condanna per quanto successo da parte dei residenti: «Solo un uomo pervaso da una sensibilità ultraterrena come San Francesco d’Assisi può avere avuto l’intuizione di rappresentare plasticamente quell’evento mistico nel presepe vivente facendo arrivare a noi, ancora oggi in questa età così disincantata, questa immagine così commovente, amata, pulsante di vita, di trepida attesa, di speranza. Solo un animo privo di pietà, dal cuore indurito come pietra o dalla mente offuscata può aver maturato il gesto inutile, stupido, crudo, arido di allungare la mano per afferrare quei sei bambini Gesù e metterseli in tasca, forse buttarli come un rifiuto al primo angolo» commenta Nadia Bontempo.
I presepi resteranno comunque visitabili fino al 25 gennaio, celebrazione di San Sebastiano: «Per il terzo anno a Castelnuovo Nigra si è voluto far diventare il piccolo paese montano lo scenario della rappresentazione dei presepi, grandi o piccoli, più tradizionali o più fantasiosi e moderni; vedere questo evento crescere ogni anno con la comparsa di nuovi presepi e con la partecipazione di sempre nuovi membri della nostra piccola comunità è stata una gioia: un momento condiviso e di festa. Sono state altresì, per tutti, molte giornate di lavoro, per lo più anche al freddo, nella raccolta del muschio, degli arbusti decorativi e nell’allestimento, per alcuni anche nella costruzione delle belle case che ornano i nostri presepi. Anche in spregio di quel lavoro si rivolge quel gesto di rapina - concludono da Canapisium - Fin dalla prima edizione, anno di inizio della guerra in Ucraina, si è voluto richiamare il messaggio di mitezza e tenerezza di quel fragile bimbo nella mangiatoia con il nostro slogan “Fare i presepi, non fate la guerra”. Questo gesto così spregevole che ha avuto il solo senso di deturpare un’immagine così straordinaria, così alta come la nascita di un bimbo e di quel bimbo ci ha lasciti feriti e sdegnati. Quelle mangiatoie vuote sono un oltraggio anche per i tanti bimbi che, tragicamente, ancora, in ogni parte del mondo nascono nel bisogno, nella povertà, nella violenza. Vogliamo sperare che i nostri Gesù Bambini tornino al loro posto. Ma anche se ciò non accadrà, saremo ancora qui a raccontare quella storia, come ci ha insegnato San Francesco, ancora e ancora e ancora».











