CASTELLAMONTE - Fallimento Wolfram Carb: condannato l'amministratore per bancarotta fraudolenta

CASTELLAMONTE – Si è concluso il processo sulla vicenda Wolfram Carb; il collegio del tribunale di Ivrea presieduto dalla giudice Elena Stoppini ha condannato a due anni l’ex amministratore Claudio Maddio, 64 anni, di Baldissero Canavese. L’azienda che amministrava aveva contratto debiti pari a 28 milioni di euro, che consistono in imposte e contributi non pagati all’erario. L’accusa che verteva era quindi di bancarotta fraudolenta. L’azienda è fallita perché faceva troppo affidamento al credito bancario.

Durante l’udienza l’imputato ha letto una lettera di 12 pagine in cui ha esposto la storia della società. Maddio ha spiegato che l’azienda produceva una rivoluzionaria lega sinterizzata a base di polvere di carburo di tungsteno legata al cobalto metallico, da cui si otteneva un materiale con una durezza e una resistenza all’usura straordinaria. La produzione del materiale, il Widia, si svolgeva sotto licenza della ditta Krupp tedesca. L’azienda era presto diventata la più importante in Italia nella produzione del Widia. 

Quando l’azienda è passata nelle mani di Claudio, figlio del fondatore, incomincia ad esportare i prodotti anche all’estero, in Kenya, in Tanzania, in Cina e in Corea del Nord. I problemi economici sono iniziati quando la Cina ha iniziato a limitare le esportazioni di tungsteno. Il pm Alessandro Gallo (che aveva chiesto una condanna a tre anni e nove mesi di carcere) ha sottolineato che l’amministratore era a conoscenza del fatto che l’azienda si stava esponendo troppo. Il legale ha chiesto di tenere presente le attenuanti e la buona condotta dell’assistito (che ha tentato in tutti i modi di salvare l'azienda), ma la condanna è arrivata comunque seppur meno pesante rispetto alle richieste dell'accusa.