
Era il 15 ottobre 2000 quando il capo squadra dei vigili del fuoco Bartolomeo Califano, durante la disastrosa alluvione che aveva investito e sconvolto il Canavese, scompariva per sempre, inghiottito dalle acque del torrente Orco tra Castellamonte e Salassa. Nonostante le immediate ricerche effettuate dalle squadre del Comando di Torino, protrattesi per diversi mesi con ausilio del nucleo cinofilo, elicotteri, sub e saf, non è stato possibile individuarne e recuperarne il corpo.
Questa mattina, insieme ai famigliari, i vigili del fuoco di tutto il Canavese hanno ricordato la figura del collega scomparso sotto il ponte della pedemontana, nel punto dove avvenne l'incidente. Grande cordoglio e commozione hanno accompagnato la cerimonia sul greto del torrente Orco. Presenti alla cerimonia, insieme alla famiglia di Bartolomeo Califano, il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Marco Frezza, il sindaco Pasquale Mazza, l'assessore Teodoro Medaglia e il parroco don Angelo Bianchi. Tutti hanno ricordato la grande importanza dei vigili del fuoco sul territorio, eroi del quotidiano.
Bartolomeo Califano ha prestato servizio al Comando Provinciale dei vigili del fuoco di Asti dall'11 marzo 1985 al 6 gennaio 1999. Promosso Capo Squadra, fu trasferito presso il Comando Provinciale di Torino, dove ha prestato servizio fino al giorno della sua scomparsa avvenuta il 15 ottobre 2000 durante l'alluvione che colpì Piemonte e Valle d'Aosta precipitando con l'automezzo di servizio nel torrente Orco in corrispondenza del ponte crollato sulla ex statale 565 pedemontata tra Salassa e Castellamonte.
Bartolomeo Califano nel 2007 è stato insignito, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano della Medaglia d'oro al merito civile con la seguente motivazione: «In occasione di un violento e disastroso evento alluvionale, impegnando ogni risorsa fisica, si prodigava nelle operazioni di soccorso alla popolazione. Alla guida dell'automezzo di servizio, a causa del cedimento di un ponte, precipitava in un torrente scomparendo tra le acque impetuose. Mirabile esempio di elette virtù civiche ed eccezionale spirito di servizio spinti fino all'estremo sacrificio. 15 ottobre 2000 - Castellamonte».















