CASTELLAMONTE - Una folla commossa per l'addio al mitico Dario
Tanti amici e colleghi hanno tributato, questa mattina a Castellamonte, l'ultimo saluto a Dario Ruffatto, 72 anni, storico giornalista della Sentinella del Canavese, scomparso nella notte tra mercoledì e giovedì all'ospedale di Candiolo. Una folla commossa che ha confermato la vicinanza dell'intero territorio a una figura di spicco del giornalismo, capace di raccontare per decenni le vicissitudini del Canavese in un modo che, probabilmente, non ha eguali. Ecco perchè nella chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo, accanto alla moglie Carla e a tutti i famigliari, c'erano tante persone. Di mondi anche molto diversi. I rappresentanti dell'amministrazione comunale, le associazioni di Castellamonte (con Aido e Avis in prima fila), i volti dell'Arma dei carabinieri. Persone delle quali Dario ha raccontato decine e decine di vicissitudini.
 
Commossa l'omelia del parroco di Castellamonte, don Angelo Bianchi. «Dario si è messo al servizio degli altri - ha detto l'arciprete - abbiamo anche litigato molte volte ma per merito della sua onestà. Non era un giornalista che cercava lo scoop a tutti i costi. Anzi, era un professionista corretto che, proprio grazie alle sue qualità, ha saputo raccontare il territorio». Anche a don Angelo non è sfuggita l'umanità di Dario e il suo modo di interpretare il mestiere. «Arrivava sempre con la sua piccola macchina fotografia, la penna e il suo immancabile taccuino. Sempre con grande discrezione, quasi non volesse disturbare. Bastavano quattro domande e lui riusciva a scrivere un articolo da pubblicare sul giornale». Il ricordo dei colleghi è stato affidato alle parole di Mauro Michelotti che, in maniera molto toccante, ha messo in risalto proprio la grande umanità di Dario, il suo spirito di sacrificio, la volontà di mettersi in gioco anche nei momenti difficili.
 
Al cimitero di Castellamonte, infine, i membri della filarmonica della città della ceramica hanno intonato due pezzi in stile swing, come lo stesso Dario aveva richiesto alla famiglia. Un modo per ricordarlo, ancora una volta, con grande affetto e con il sorriso sulle labbra. Perchè, probabilmente, era quello che avrebbe voluto da tutti.
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