
Il ricordo è indelebile anche se sono passati quasi due anni. Nella sede della Croce Rossa di Castellamonte, in strada del Ghiaro, le «Donne per la Valle Sacra» hanno consegnato una sedia rossa «Posto Occupato» dedicata a Gloria Rosboch. Un atto doveroso che riallaccia il filo con la storia recente di Castellamonte. Perchè quando si parla di violenza contro le donne, il pensiero non può che correre alla professoressa Rosboch, raggirata e poi uccisa dal suo ex allievo e da un complice (poi condannati, in primo grado, a trenta e diciannove anni di reclusione).
«Posto Occupato» è un manifesto su una sedia ed un oggetto abbandonato. O meglio, un oggetto che attende che la sua proprietaria venga a riprenderlo. E’ un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla loro vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. «Questo posto vogliamo riservarlo a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga».
L’idea è semplicissima: per ogni donna uccisa viene occupato un posto in un luogo pubblico o privato. Una sedia in un teatro, una panchina in un parco, un posto in un consiglio comunale. Non importa dove, ma che quel posto rimanga occupato per metterci a confronto con l’assenza di quella donna. Perchè quelle donne cancellate rimangono una memoria tangibile e il vedere quella sedia, quella locandina, quell’oggetto ci ricordino di tutte quelle donne a cui non è stato permesso continuare a vivere nella nostra società. In Canavese le «Donne per la Valle Sacra» hanno iniziato nei mesi scorsi un progetto che le sta impegnando in moltissime istituzioni della zona. L'obiettivo? «Che non ci siano più posti occupati...».












