
Una ragazza disabile ventenne, alle prese con problemi di natura psichica, è stata oggetto di una violenza da parte di un vicino di casa. L'uomo, sposato con figli, l'avrebbe palpeggiata mentre attendevano l'ascensore del palazzo. Poi avrebbe tentato di portarla con se nei garage sotterranei. La ragazza è riuscita comunque a scappare e a dare l'allarme. La madre l'ha poi portata con se dai carabinieri dove, sotto shock, ha raccontato l'accaduto ai militari dell'Arma. E' accaduto a settembre dello scorso anno in un'abitazione di Castellamonte.
Ieri, in tribunale a Ivrea, è iniziato il processo a carico del 49enne accusato di violenza sessuale che, dopo le indagini del caso, venne arrestato dai carabinieri di Castellamonte. Ieri, in aula, ha deposto la mamma della ventenne che ha confermato quello che la figlia ha scritto nero su bianco nella denuncia. «Abitavamo nello stesso stabile – ha raccontato la madre – quella sera chiesi a mia figlia di andare a buttare la spazzatura. Quando tornò era sconvolta, spaventata e con il reggiseno slacciato». L'uomo, fin qui, ha sempre negato ogni addebito.
Abitando nello stesso condominio, però, ben conosceva la ragazza. Le sue abitudini, i suoi spostamenti. La giovane, che ha perso anche il papà da qualche anno, si è fidata dei complimenti e delle cortesie di quel vicino che, per tutta risposta, avrebbe poi perso la testa appena si è trovato solo con lei. Il proceso riprenderà a fine novembre.








