CASTELLAMONTE - Sversamento di liquami dalla discarica di Vespia: «Non ci fu inquinamento ambientale». Assolto il gestore

CASTELLAMONTE - Nessun inquinamento ambientale dalla discarica di Vespia. Il tribunale di Ivrea ha assolto l'amministratore dell'azienda che ha gestito per anni il sito (ex Asa) perché il fatto non sussiste. Le fuoriuscite di percolato nel torrente Malesina, insomma, non hanno provocato alcun inquinamento. La procura di Ivrea, invece, aveva chiesto per il 62enne una condanna ad un anno e quattro mesi di carcere. 

La vicenda risale alla fine del 2015 quando le analisi dell'Arpa rilevarono alcuni sversamenti di percolato dalla montagna di spazzatura stoccata a Vespia, la località di Castellamonte tra le frazioni Campo, Muriaglio e Preparetto. Finì sotto accusa la «Agrigarden Srl» l'azienda che allora gestiva la discarica (e che oggi è passata ad un'altra azienda). In tribunale la procura non è riuscita a dimostrare che quegli sversamenti hanno provocato una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili dell'ambiente. 

Di fatto, come i legali dell'imputato hanno sottolineato, le indagini sono partite da sversamenti minimi che non è dimostrabile abbiano cagionato danno permanente all'ambiente. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro due mesi. Dopo quegli sversamenti prese vigore a Castellamonte la protesta dei residenti e dei comitati dei cittadini che, da tempo, chiedono la chiusura della discarica. Chiusura non prevista in tempi brevi visto che la Città metropolitana ha autorizzato un'ultima risagomatura della montagna di rifiuti.