CASTELLAMONTE - In fuga dalla guerra in Ucraina: tre mamme e cinque bambini salvati dai volontari de «La Memoria Viva» - FOTO e VIDEO
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CASTELLAMONTE - Hanno negli occhi un velo di tristezza e smarrimento per aver dovuto abbandonare i propri cari e familiari, ma adesso anche un pizzico di speranza in più di poter un giorno ritornare nella propria terra, nelle proprie case e alle proprie vite. Sono le famiglie di profughi ucrini aiutate ad arrivare in Italia da Roberto Falletti e dagli altri volontari dell’associazione culturale «La Memoria Viva».
 
Da Castellamonte fino in Polonia, al confine con quell’Ucraina da giorni sotto assedio per l’attacco russo. Andata e ritorno per una missione umanitaria che si sta concludendo in queste ore con uno straordinario gesto di solidarietà. I volontari canavesani, infatti, hanno viaggiato per oltre due mila chilometri, portando, tra ieri mercoledì 2 marzo e oggi giovedì 3, a bordo dei loro mezzi in Italia tre mamme con i loro cinque bambini che fuggivano dagli orrori della guerra.

«I nostri volontari hanno viaggiato tutta la notte e questa mattina le prime due famiglie di profughi sono giunte a destinazione in Italia – spiegano dall’associazione La Memoria Viva, attraverso la loro pagina social – Sono state portate rispettivamente a Modena e a Brescia, dove si ricongiungeranno ai loro familiari e amici che li possono ospitare».  Ora la «carovana castellamontese» è in viaggio verso Torino, terza e ultima tappa, e poi sbarcherà a Castellamonte, in Canavese, per preparare i nuovi invii.

«Lunedì 7 marzo faremo l'ultimo viaggio in Polonia. Chi avesse un mezzo e volesse unirsi alla nostra colonna umanitaria caricando un po' del materiale che abbiamo raccolto ci contatti – concludono da La Memoria Viva - sono 2000 chilometri da fare con la sola sosta fra andata e ritorno, quindi non una "passeggiata", perché si va al confine con l'Ucraina, nel centro di prima accoglienza. Sospendiamo momentaneamente la raccolta vestiti e coperte, in attesa di avere indicazioni sulle necessità primarie dai centri profughi. Proseguiamo invece con gli aiuti alimentari e di igiene».