
CASTELLAMONTE - E' durata poco più di un mese, prima di finire di nuovo nel mirino dei vandali, l'ex stazione ferroviaria di Castellamonte appena riqualificata e tornata agli antichi splendori. Il rifacimento degli esterni dello stabile è stato annunciato a fine gennaio 2026 dalla Regione Piemonte. Il restyling, del valore complessivo di 100.000 euro, ha riguardato la sistemazione della copertura e del tetto, il recupero delle pensiline, la ristrutturazione della pavimentazione esterna e soprattutto l’intonacatura delle tre facciate dell’edificio, restituendo dignità e decoro a un luogo simbolo della storia locale e del trasporto su rotaia piemontese.
Peccato che qualcuno nei giorni scorsi, non abbia trovato niente altro di meglio da fare che insozzare proprio i muri dell'ex stazione con scritte in vernice nera, che ben poco hanno a che vedere con la street art. A denunciare lo spiacevole episodio, con tanto di fotografie postate sui social, è stato per primo Carlo Tesolin, presidente dell'associazione commercianti locali: «Si possono spendere tutti i soldi che vogliamo per sistemare la città, renderla migliore agli occhi di tutti, ma poi… avevamo appena testimoniato di quanto fosse bello aver ripristinato e ridato vita ad un pezzo di storia di Castellamonte… E' durato davvero pochissimo il muro ripulito dell'ex stazione. Bravi i nostri ragazzini. E pensare che di cose da fare nel 2026 ne avete un sacco».
Molto duro il commento del sindaco Pasquale Mazza: «Sono arrabbiatissimo. Ci interfacceremo con le forze dell'ordine per gli accertamenti del caso necessari a risalire agli autori delle scritte. Tuttavia, non è questo il punto. E' una questione di educazione che i genitori devono dare ai propri figli. Qualcuno chiede l'installazione di telecamere, come deterrente per episodi simili. Ma le telecamere di sorveglianza costano. I soldi dei cittadini vanno spesi con coscienza, per servizi importanti. Penso al sociale o alla manutenzione delle strade. Non è giusto che per colpa di padri e madri che non si preoccupano minimamente di cosa fanno i loro ragazzi durante il giorno e della loro educazione ci rimetta la collettività. Andrebbero puniti severamente tanto gli autori di questi atti vandalici, quanto, se non di più, i loro genitori».












