
Attimi di tensione, ieri sera, all'ufficio dei servizi sociali del municipio di Castellamonte, «occupato» da una quindicina di profughi ospiti nella città della ceramica. Tutti giovani provenienti da Mali e Senegal, attualmente ospiti di una comunità terapeutica in frazione Filia. Si è trattato di una protesta pacifica, meno "vistosa" rispetto a quella andata in scena lo scorso mese di settembre (nella foto d'archivio) quando un gruppo di profughi arrivò a sedersi in via Barengo bloccando parzialmente il traffico. "E' stata una manifestazione tranquilla anche se a sorpresa - conferma il sindaco Paolo Mascheroni che ha condotto le "trattative" con i ragazzi - sono venuti in municipio a chiedere i documenti perché ancora non hanno nulla in tasca. Solo che quelle pratiche non sono di nostra competenza».
L'intera partita, infatti, viene gestita dalla prefettura di Torino che però, al momento, starebbe smistando i documenti dei profughi arrivati in Italia ad agosto. Quelli di Castellamonte, invece, si trovano in Canavese da ottobre. "Dovranno armarsi di pazienza - conferma il sindaco - purtroppo la gestione dell'emergenza profughi non è semplice". Il problema è che senza documenti i migranti non possono ricevere nemmeno il sussidio che gli spetta, pari a 2,5 euro al giorno.
Alla «trattativa» dell’altra sera, insieme al personale del Comune e ai responsabili della cooperativa che segue i profughi ospiti in Canavese, c’erano anche carabinieri e agenti della polizia municipale. Tutto è filato liscio. Dopo un’ora e mezza la situazione è tornata alla normalità.








