CASTELLAMONTE - Profugo indagato per violenza sessuale perde il diritto all'accoglienza

Se il profugo è violento può perdere il diritto all'accoglienza. Lo ha stabilito il Tar del Piemonte respingendo un ricorso presentato da un richiedente asilo contro il prefetto di Torino che, lo scorso mese di gennaio, gli aveva revocato le misure di protezione internazionale. L'uomo, infatti, si è reso responsabile di comportamenti violenti all’interno di un centro di accoglienza, circostanza per la quale ora risulta indagato dalla procura di Cuneo per tentata estorsione e violenza sessuale ai danni di una connazionale.

Il richiedente asilo è stato poi trasferito a Castellamonte dove è stato raggiunto dal provvedimento del prefetto. I giudici del Tar hanno anche respinto la domanda di ammissione al patrocinio legale a spese dello Stato avanzata dal ricorrente.

«Con ricorso notificato in data 6 marzo 2018 alla Prefettura di Torino il ricorrente insorgeva contro il provvedimento del 26 gennaio 2018, comunicatogli in pari data, con il quale il Prefetto di Torino revocava le misure di accoglienza di protezione internazionale per essersi il medesimo reso responsabile di comportamenti gravemente violenti», scrivono i giudici della prima sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte.

Ricorso che, per diversi motivi, è stato bollato come inammissibile. E tra questi, l'infondata censura, secondo i giudici, «relativa alla violazione dell’articolo 23 D.L.vo n. 142/2015 poiché i fatti di tentata estorsione e violenza sessuale aggravata commessi in danno di una connazionale ospite del medesimo centro di accoglienza, sebbene ancora oggetto di indagini preliminari presso la Procura della Repubblica di Cuneo, si rivelano idonei ad integrare il presupposto legale dei comportamenti gravemente violenti che giustificano l’adozione della revoca della misura di accoglienza».