CASTELLAMONTE - La vecchia gestione della discarica di Vespia a processo per inquinamento ambientale

CASTELLAMONTE - I fatti risalgono al periodo tra il luglio 2015 e il marzo 2016, in cui sarebbero stati commessi i reati. L'accusa è rivolta alla gestione Agrigarden e al suo responsabile l'ingegner Fulvio Isè, che sarà processato per inquinamento ambientale, come evidenziato dalle analisi effettuate dai tecnici dell'Arpa nel novembre 2015. I reati commessi avrebbero causato la fuoriuscita del percolato al di fuori della struttura impermeabilizzata e una conseguente compromissione delle acque sotterranee e di quelle superficiali del torrente Malesina. 

La discarica di Vespia è stata aperta per la prima volta nel 1996, dopo la nascita del primo consorzio su iniziativa di quattro comunità montane dell'Alto Canavese. Le problematiche si sono registrate per decenni e la situazione è peggiorato con la gestione Asa e il suo fallimento costato 80 milioni di euro. L’azienda ha gestito il sito per quindici anni ma ha «dimenticato» di accantonare i soldi per il post-mortem, ovvero i trent’anni di manutenzione successivi alla chiusura dell’impianto.

Un ammanco di circa otto milioni di euro che ha costretto la Città metropolitana ad autorizzare un primo ampliamento della montagna di rifiuti per incassare quelle somme e arrivare alla chiusura. Nel frattempo la discarica è stata aperta ad intermittenza ed è passata due volte di mano: prima all'Agrigarden (che l'ha presa dal fallimento Asa) e poi all'Agrigarden Ambiente (attuale gestore) che non ha nulla a che vedere con la gestione precedente.

Nell'udienza dello scorso 16 giugno ha testimoniato il geologo Carlo Alessio, consulente della difesa, affidata all'avvocato Alessandro Raucci del foro di Ivrea. Ci sarebbe stata qualche modesta fuoriuscita , come documentato dalle analisi di Arpa, ma non una quantità tale da creare problematiche permanenti al torrente. La giudice Elena Stoppini ha rinviato il processo al 5 ottobre, giorno in cui verrà interrogato l'imputato. (ETB)