
CASTELLAMONTE - In un momento molto delicato, con la pandemia che sembra nonostante le varianti dare un attimo di tregua, l’accessibilità ai servizi pubblici è argomento di cruciale importanza per la cittadinanza. Inevitabilmente, l’apertura a giorni alterni (il lunedì, il mercoledì e il sabato mattina) dell'ufficio postale di Castellamonte durante l’estate, ha fatto molto discutere.
Pagamenti, bollettini, prelievo di denaro: per tutte queste azioni i cittadini del paese sono a volte stati costretti a spostarsi verso altri uffici postali dei Comuni vicini oppure a tornare il giorno successivo. «A Castellamonte, ufficio postale chiuso a giorni alterni. Quindi costretti a migrare ai paesi vicini. Una città di 10.000 abitanti merita un servizio migliore» tuonano alcuni utenti arrabbiati, che puntano il dito anche sull’avviso degli orari estivi posto non in bella mostra all’ingresso e sulla scarsa comunicazione delle modifiche temporanee ai giorni di apertura.
Lunedì il servizio riprenderà a pieno regime ma nel frattempo alcune lamentele sono arrivate, oltre che sui social, fino in Municipio, sul tavolo del primo cittadino, che si è subito interessato del problema. «Abbiamo ricevuto segnalazioni da parte di cittadini relative all’apertura a giorni alterni dell’ufficio postale di via Caneva - spiega il sindaco, Pasquale Mazza - capisco bene che ci siano stati dei disagi. Il nuovo orario estivo tuttavia era stato comunicato a tempo debito. Inoltre, va detto, sono state risolte anche le problematiche che riguardavano il funzionamento del Postamat del capoluogo».
«Una città di 10mila abitanti tuttavia non può avere l’ufficio postale chiuso - aggiunge il sindaco - andrò a parlare con la nuova direttrice, che come chi l’ha preceduta è molto preparata e professionale. Insieme a lei e alla dottoressa Tomain della direzione provinciale cercheremo di porre rimedio anche a questa criticità. E’ comunque evidente che si tratta di un problema di orari e chiusure di cui i dipendenti attualmente in forza alle Poste di Castellamonte non hanno nessuna colpa».








