CASTELLAMONTE - Papa Francesco bacia il tatuaggio sul braccio di Lidia, sopravvissuta ad Auschwitz

CASTELLAMONTE - Giornata romana indimenticabile quella di ieri per Lidia Maksymowicz, protagonista del film «La bambina che non sapeva odiare» realizzato tra Canavese e Valle d'Aosta dall'associazione «La Memoria Viva» di Castellamonte. Ieri, al termine dell'udienza generale del mercoledì in Vaticano, Papa Francesco ha incontrato Lidia e quando gli ha mostrato il numero di serie tatuato il Santo Padre si è chinato a baciarle il braccio in segno di rispetto e vicinanza a tutti gli ebrei.

Oggi Lidia Maksymowicz è in copertina sull'Osservatore Romano (foto sotto). «Quelle immagini stanno ancora facendo il giro del mondo», spiegano dalla Memoria Viva. Una giornata a Roma davvero indimenticabile che è proseguita con «l'abbraccio delle hostess all'aeroporto, quello dell'Ambasciata di Polonia a Roma, quello del Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico e quello al Senato delle senatrici Anna Maria Bernini e Maria Virginia Tiraboschi».

«Il gesto del santo padre - racconta la donna in un'intervista con Vatican News - mi ha rafforzato e riconciliato con il mondo. Con Papa Francesco ci siamo capiti con gli occhi, non dovevamo dirci nulla, non c'era bisogno di parole», spiega la donna, una delle ultime superstiti in Europa, oggi residente a Cracovia.