Disastro Asa, debiti infiniti, nessun controllo ambientale. La discarica di Vespia continua a far paura. E' nato il comitato spontaneo «La Voce dei Monti Pelati» con sede a Castellamonte in via Preparetto 3. Un comitato di cittadini che si propongono di accertare l’esistenza di qualsiasi pericolo per la salute pubblica derivante dalla discarica. Di Vespia si parla dal 2011. Dalla sua chiusura al suo possibile ampliamento. Nel mezzo, il fallimento dell'Asa e l'abbandono del sito di stoccaggio rifiuti.
«Nonostante la sostanziale sovrapposizione ed elusione di responsabilità pubbliche e private - scrivono dal neonato comitato - varie fonti ufficiali hanno denunciato che da settembre del 2011 la discarica di Vespia giace in stato di sostanziale abbandono. Da tale data, ogni procedura di controllo e monitoraggio del sito parrebbe non essere più stata rispettata, neppure in parte».
Secondo il comitato, a nulla è valso l’affidamento della gestione della discarica alla Agrigarden, «che quale unica partecipante, si è recentemente aggiudicata il bando per una improbabile bonifica del sito e per la gestione trentennale del post-mortem». Proprio sul post-mortem, ovvero la gestione del sito dopo la chiusura (che richiede una grande opera di manutenzione per almeno trent'anni), si concentrano i maggiori dubbi dei residenti della zona.
«Il 28 novembre 2013 l’Agrigarden, assumendo la proprietà del sito, ha presentato un artigianale piano di messa in sicurezza menzionando sporadici e localizzati “incidenti” sui quali ovviamente declinava ogni responsabilità - aggiungono dal comitato - forse è inutile aggiungere che i fondi per il controllo, monitoraggio e bonifica del sito risultano indisponibili, così come quelli per il trentennale post-mortem».








