CASTELLAMONTE - Nasce il progetto «La Memoria Viva»

All'Istituto italiano di Cultura di Cracovia, con la consegna di un’opera in ceramica di Castellamonte dell’artista Maurizio Grandinetti, è stato stata simbolicamente posata la prima pietra del progetto “La Memoria Viva”, un progetto di comunicazione ideato dal Club Turati del Canavese (Torino, Italia) in collaborazione con Tv Torino e Canavese per rendere viva la memoria di un passato dal quale nasce la nostra storia recente, che si rivolge principalmente ai giovani chiamandoli all’impegno di raccogliere il testimone dei sopravvissuti ai ghetti e ai campi di sterminio e tramandarne l’esperienza e gli insegnamenti, rinnovando la memoria ma con l’impegno di renderla attuale e vigile.

«Un progetto impegnativo – dice il presidente del Club Turati del Canavese, l’onorevole Eugenio Bozzello – perché ci vedrà impegnati per almeno un anno, e non solo per un giorno, in un’opera di stimolo nei confronti dei giovani ai quali chiederemo di leggere la Storia, anche recente, e di metterla a confronto con quella passata, perché la Storia la scriviamo con i nostri comportamenti quotidiani, e nessuno può riscriverla, ma tutti ne portiamo le conseguenze. Bisogna che capiscano che tutti siamo responsabili del futuro che andiamo costruendo, e che il nostro, e soprattutto il loro, futuro, sarà la conseguenza di quello che oggi, ogni giorno, ognuno di noi fa».

«E’ una sfida – dice Elso Merlo di Tv Torino e Canavese – lanciata non solo ai giovani, che saranno i protagonisti veri di questo progetto, ma anche alle generazioni passate. Come e che cosa hanno trasmesso ai giovani i testimoni ed i sopravvissuti delle più grandi tragedie della nostra Storia recente? Che cosa i giovani hanno recepito di queste
testimonianze e dei loro messaggi? Li trovano attuali? Riusciranno a capire che a scrivere la Storia non sono solo poche persone, ma sono tutti quelli che vivono quel momento storico, e che loro stanno già scrivendo oggi la nostra Storia?». Fra coloro che hanno creduto nel progetto Ugo Rufino, responsabile dell’Istituto italiano di Cultura di Cracovia, che a concesso il suo Patrocino.

«Credo sia importante capire qual è stata l’Europa prima della Seconda Guerra Mondiale e qual è adesso – dice Rufino - perché il nazismo, che ha portato poi alle leggi razziali e ai campi di sterminio, è stato il prodotto di una filosofia occidentale degenerata in forme di esasperazione che hanno portato alla discriminazione e ad uno dei più efferati genocidi. E’ importante che soprattutto i giovani capiscano che non fu solo colpa della Germania, ma che ci fu un crogiolo di idee alle quali molti contribuirono, e che la loro radicalizzazione portò agli orrori dei quali questa terra in particolare è ancora testimonianza viva».

La ceramica artistica regalata all’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia rappresenta un libro (quello della Storia) con la pagina aperta nel doloroso capitolo delle deportazioni e dei campi di sterminio, e con una bambina intenta a conservare quella pagina che forse qualcuno vorrebbe cancellare, perché resti appunto, “Memoria Viva”. La seconda tappa del progetto sarà probabilmente in Canavese, in occasione del 25 Aprile, con la presentazione del video che farà poi il tour degli istituti scolastici che aderiranno e che diventeranno i veri soggetti attuatori del progetto.