
Manifestazione promossa da LeU, questa mattina a Castellamonte, di fronte ai cancelli della Teknoservice a sostegno di Franco Minutiello, l'operaio licenziato l'anno scorso perchè colpito dal morbo di Parkinson. In prima fila il consigliere regionale di LeU, Marco Grimaldi. «Non stiamo andando ad assediare nessuno. Non ci stiamo sostituendo ad un tribunale che peraltro si è già espresso - ha scritto il consigliere - stiamo accompagnando Franco fin lì perché nessuno ha risposto al nostro appello e al documento del Consiglio Regionale del Piemonte. Vogliamo veder entrare il signor Minutiello nel posto di lavoro che gli spetta. Vogliamo che gli vengano pagati gli stipendi e che l'azienda non tratti come uno scarto un lavoratore che ha avuto l'unica colpa di ammalarsi».
C'era anche Franco Minutiello davanti ai cancelli della Teknoservice e con lui una nutrita schiera di persone che in questi mesi ha seguito la vicenda del dipendente ex Asa. Una vicenda iniziata nell’autunno del 2014 quando il 60enne di Castellamonte era impiegato come «autista raccoglitore». Un calvario durato due anni e mezzo, durante il quale la Teknoservice lo ha spostato in diverse mansioni. A febbraio 2017 decide per il licenziamento. Il 60enne impugna il provvedimento. La Teknoservice sostiene di essere stata costretta al licenziamento nell’impossibilità di «reperire un’altra mansione compatibile con le condizioni di salute di Minutiello».
Di diverso avviso il giudice Matteo Buffoni del tribunale di Ivrea che, prendendo spunto da alcune contestazioni mosse alla Teknoservice anche da Arpa e Asl, sottolinea nella sentenza che l’azienda avrebbe potuto adottare degli «accomodamenti ragionevoli», ovvero adibire il 60enne ad altre mansioni, pur di evitare il licenziamento. Il reintegro ordinato dal tribunale, per ora, è rimasto solo sulla carta. La Teknoservice ha anche tentato la via della conciliazione ma non ha ottenuto l'effetto sperato: le trattative, infatti, non sono andate a buon fine. Minutiello, infatti, vuole riottenere il suo posto di lavoro.















