CANAVESE - Un ponte solidale lungo 4 anni e 75 missioni: «Il coraggio è essere Ucraina, non solo venire in Ucraina» - VIDEO

CASTELLAMONTE - «Desidero esprimere il mio più sincero apprezzamento per l'impegno instancabile dell'associazione "La Memoria Viva" e del volontario Roberto Falletti, oltre che per la generosità di tutta la comunità del Canavese, che dal febbraio 2022 sostiene con continuità e dedizione importantissime iniziative di solidarietà a favore della popolazione ucraina. Il nuovo convoglio - partito da Castellamonte nell'ambito della 75esima missione con generatori, beni di prima necessità, coperte e un furgone blindato destinato alle aree di Kramatorsk e Kharkiv - testimonia ancora una volta la concretezza e la profondità di questo impegno, rappresentando l'ennesimo traguardo di straordinario valore umano e civile, ancor più significativo nella drammatica fase di crisi energetica e umanitaria che sta colpendo l'Ucraina. In un contesto segnato da sofferenze prolungate, gesti come questi costituiscono un segnale tangibile di vicinanza e di amicizia del popolo italiano verso quello ucraino. Il contributo delle realtà locali, della società civile e dei singoli cittadini rappresenta un sostegno prezioso, che si affianca all'azione istituzionale e rafforza i legami tra i nostri Paesi».

Sono le parole scritte in una toccante lettera scritta da Carlo Formosa, ambasciatore d'Italia in Ucraina. Sono la fotografia migliore per tracciare un bilancio di quattro lunghi anni di missioni umanitarie vere e importanti, fatte di mille difficoltà da superare, di viaggi con il cuore spezzato per aver visto con i propri occhi la tremenda quotidianità di chi è costretto a vivere e a fare i conti ogni ora del giorno con la paura e gli orrori della guerra, ma anche di mani tese in soccorso e di obiettivi solidali raggiunti regalando sorrisi e piccole grandi gocce di sincera bontà italiana. La mente corre indietro. Al 24 febbraio 2022, il giorno dell’invasione dell'Ucraina da parte della Russia e dell'arrivo a La Memoria viva della richiesta di aiuto da parte di amici italiani e polacchi che avevano collaborato nel progetto «Le tracce dell’Odio» per riuscire ad intercettare i loro parenti in fuga verso il confine polacco. Il 26 febbraio 2022 l'inizio delle missioni umanitarie. Quattro anni dopo, oggi 24 febbraio 2026, i volontari de La Memoria Viva saranno nelle periferie più "scure" del territorio ucraino ad evacuare, donare e portare il loro sostegno reale alla popolazione locale. Ancora una volta, la 75esima da inizio del conflitto, il cuore è andato oltre ogni ostacolo. Inoltre, in questi 1461 giorni di sofferenza insieme al popolo ucraino che lotta per la sua libertà, molti dei mezzi portati in Ucraina sono stati donati alla memoria di cittadini illustri di Castellamonte: dal senatore Eugenio Bozzello Verole a Gino Peretto, passando per il Cavaliere Adriano Goglio e Claudio Bellotti, marito di Paola Massaglia che oggi sta dando una mano straordinaria al sodalizio canavesano.

«Il coraggio è essere Ucraina non solo venire in Ucraina» dicono da La Memoria Viva. Questa volta, a Kramatorsk, saranno consegnati importanti aiuti come generatori, medicinali, derrate alimentari, alimenti per cani e gatti, vestiti pesanti, coperte e un furgone blindato. Quest'ultimo sarà dedicato alla memoria del Cavaliere della Repubblica Italiana Mario Masiero. «Masiero Mario arriva a Castellamonte dal veneto nella primavera del 1961 in cerca di un lavoro migliore. Inizia come autista, per poi negli anni a seguire avviare l’attività in proprio di corriere, che proseguirà con successo fino alla pensione. Negli anni, collaborò con le amministrazioni di Castellamonte allo scopo di migliorare la vita sociale degli anziani, creando assieme ad altri, il Centro incontro anziani “Domenico Bertoglio” punto di incontro molto apprezzato nella Città di Castellamonte. Portò anche avanti l’idea della nascita del gruppo Comunale di Protezione civile a Castellamonte - raccontano da La Memoria viva - Fece parte della vita politica a fianco del compianto Cavaliere di Gran Croce, senatore della Repubblica Eugenio Bozzello, nostro presidente onorario con un rapporto di amicizia che andava oltre l’ideale politico e che lo portò ad essere insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana su indicazione di Bozzello. Raggiunta la pensione passo al suo hobby preferito, coltivare la terra, verso la quale provava un amore particolare. Questo era Mario: un uomo d’altri tempi che ha dedicato gran parte della sua vita per aiutare gli altri che la sua memoria continui la missione di soccorso verso i più vulnerabili di questa terribile guerra».

A rendere ancora più speciale questo furgone blindato ci sono i messaggi di pace scritti dai giovani studenti delle scuole del Canavese per i loro coetanei ucraini. La risposta migliore a quel missile che si è abbattuto ad inizio guerra sulla stazione ferroviaria di Kramatorsk sul quale si leggeva la scritta, in russo, «per i bambini». «E' stato emozionante e molto bello vedere i giovani prodigarsi per scrivere sul furgone i loro messaggi di solidarietà e vicinanza per i ragazzi e bimbi ucraini - commenta Cristina Masiero, figlia di Mario Masiero - E' indegno e orribile che si bombardino con dei missili i mezzi della Croce Rossa, gli ospedali o luoghi dove ci sono bambini e persone fragili. Ringraziamo Roberto e La Memoria Viva per averci coinvolto in questo progetto solidale. E' stata una bella esperienza. Sono contenta della stima espressa per mio padre. Avrebbe molto apprezzato questa iniziativa, perché era un uomo profondamente altruista, come conferma anche il fatto che fosse croce d'oro per l'Avis. Era sempre pronto ad aiutare i deboli e chi aveva bisogno. Sono sicura che se fosse stato in vita avrebbe partecipato di persona a questa missione, schierandosi al fianco de La Memoria Viva per non lasciare sola la popolazione ucraina».