La discarica di Vespia va chiusa il prima possibile ma la politica di Castellamonte è divisa sulla strada da intraprendere per raggiungere l'obiettivo. La mozione presentata dalla maggioranza non ha ottenuto il via libera da parte delle opposizioni. Il centrodestra si è astenuto, il consigliere del Movimento 5 Stelle ha addirittura abbandonato l'aula prima del voto. Tutti concordi sulla necessità di chiudere l'impianto, il problema è come. Alla vigilia della conferenza dei servizi in Città metropolitana, infatti, il gestore privato, Agrigarden, ha chiesto di poter completare la montagna di spazzatura chiudendo il cumulo di rifiuti nella parte superiore, portando altri rifiuti non pericolosi a Vespia. Questo perchè per la gestione del post-mortem della discarica mancano dei soldi, nell'ordine di qualche milione di euro. Su questo aspetto, se il centrodestra si è detto possibilista dopo un'attenta analisi tecnica delle criticità, la maggioranza si è trincerata dietro un secco «No».
«Siamo favorevoli alla chiusura di Vespia, ma questa deve avvenire in sicurezza e con tutte le garanzie necessarie per il post mortem», hanno ribadito dai banchi del centrodestra. «L’opposizione non è stata nemmeno coinvolta nella stesura di questa mozione - ha sottolineato l'ex vicesindaco Giovanni Maddio - a Vespia ci sono rilevanti problemi di carattere tecnico e altrettanti problemi di carattere finanziario. Le proposte del Comune sono superficiali». Contro il testo della mozione anche il consigliere Paolo Recco del Movimento 5 Stelle (che ha anche proposto una modifica che è stata bocciata). «L'Ato-R ha già fatto presente che le responsabilità sono del Comune non di altri enti. E' un'attività privata a tutti gli effetti, non è più l'Asa. Siamo contrari ad altri conferimenti. Bisogna essere chiari. Qui invece si chiamano in causa altri enti come a dire toglieteci il problema perché noi non siamo in grado di risolverlo. Questa è una mozione da "voglio ma non posso", così non si chiuderà nulla perchè bisogna dire no alla viariante richiesta dall'azienda».
«Noi la discarica la vogliamo chiudere al più presto e ci opponiamo al conferimento di altri rifiuti - ha ribadito il sindaco Pasquale Mazza - siamo passati da completamento della discarica a rimodellamento finale. La richiesta è di arrivare alla chiusura definitiva del sito non oltre giugno 2021 con il capping finale terminato in tutte le sue parti. Fine delle discussioni. I costi della gestione post-mortem non dovranno ricadere sulle tasche dei cittadini». Per l'amministrazione le competenze relative alle criticità della discarica devono ricadere in capo agli enti che hanno autorizzato la realizzazione dell'impianto: Ato-R, Città Metropolitana e Regione Piemonte. La mozione è quindi passata con i soli voti della maggioranza e sarà quella, anche se non unanime, la posizione che la città di Castellamonte porterà alla prossima conferenza dei servizi.








