CASTELLAMONTE - «La bambina che non sapeva odiare» torna in Canavese e inaugura la mostra di Rychlik al Castello

CASTELLAMONTE - Il Canavese si prepara a riabbracciare la «bambina che non sapeva odiare». Ogni lungo viaggio inizia con un primo passo e quello compiuto dalla testimone della Memoria Lidia Maksymowicz è iniziato di fatto proprio un anno fa, a Castellamonte con il primo ciak, nella suggestiva cornice del Castello locale, del docufilm sulla sua vita. Da allora l’esperienza umana vissuta da Lidia ci ha toccato e regalato emozioni uniche, come il bacio di Papa Francesco sul braccio di Lidia. Soprattutto, ci ha insegnato l’importanza di custodire questa memoria, a tramandarla ai più giovani, affinché  tutto ciò che hanno vissuto lei e le vittime dell'Olocausto  non accada più e non venga mai dimenticato. Per questo motivo Lidia Maksymowicz ha deciso di tornare in Italia e in particolare nel suo amato Canavese, che le ha permesso di incontrare tanti giovani a cui raccontare la sua storia di deportata ad Auschwitz. La storia della bambina di soli 3 anni con tatutao un numero 70072, sopravvissuta grazie alla forza dell’amore agli orrori del campo di concentramento e alle tragiche sperimentazioni del dottor Mengele, «l’angelo della morte».

Per esprimere la sua gratitudine a Castellamonte Maksymowicz ha portato nella città della ceramica e dell’arte un dono speciale: una mostra di pittura della talentuosa artista polacca Renata Rychlik. Da Cracovia al Castello di Castellamonte, proprio nel momento in cui il paese vive il suo momento di massimo splendore con l'inaugurazione avvenuta sabato 21 agosto della 60esima edizione della Mostra della Ceramica. Il taglio del nastro della «personale» di Renata Rychlik, ambasciatrice de La Memoria Viva e guida di Maksymowicz in tutti i suoi viaggi in Italia, è in programma venerdì 27 agosto alle 18 aò Castello. La mostra «I colori della Memoria» sarà così una sorta di gemellaggio artistico-culturale capace di condividere e rinnovare quel legame unico e indissolubile che il docufilm «70072: la bambina che non sapeva odiare» ha creato tra la nostra terra e Lidia.

Renata Rychlik dipinge prima di tutto paesaggi. Usa la tecnica di acrilico su tela grezza. Nella sua pittura il ruolo più importante è svolto dai contrasti di luci ed ombre, capaci di rubare l’occhio e regalare emozioni all’osservatore cogliendo e cristallizzando sulla tela l’atmosfera di luoghi e momenti. Il suo stile di pittura è definito come realismo impressionistico. E’ stata protagonista coi suoi quadri di mostre  collettive in Polonia, in Italia, in Belgio e in Francia, famoso è divenatato il quadro che ha dipinto per il Santo Padre donato in occasione della visita di Lidia in Vaticano, una stupenda opera che ha  immortalato la protagonista del docufilm 70072 La Bambina che non sapeva odiare nell'inferno di Birkenau con la piccola Evelyn Cretier.

La mostra sarà visibile dal 27 agosto al 12 settembre, dal martedì al venerdì dalle 17 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 19, un modo anche per ammirare dallo splendido belvedere del castello il Canavese. Ingresso con Green pass obbligatorio.