
Sabato 18 gennaio la Città di Castellamonte, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, ha intitolato la piazza di fronte al cimitero cittadino alla crocerossina sorella Carolina Cresto Calvo. Un doveroso omaggio ad una donna straordinaria, infermiera volontaria alla quale è stata conferita anche la Medaglia Florence Nightingale, il massimo riconoscimento della Croce Rossa. Si tratta, in assoluto, della prima donna alla quale cui viene intitolata una piazza nella città della ceramica.
In forza presso l'ispettorato Infermiere Volontarie di Torino, sorella Carolina Cresta Calvo svolge ruolo di Capogruppo delle Infermiere Volontarie presso l'ambulatorio-dispensano della CRI 'Regina Elena' (fondato nel 1914 per iniziativa dello stesso Corpo) fino al 21 novembre 1942 quando un'incursione aerea distrugge l'ambulatorio Le prestazioni erano completamente gratuite, venivano praticati soccorsi d'urgenza e tutte le specialità mediche e chirurgiche dell'epoca erano rappresentate Nel primo dopoguerra l'ambulatorio fungeva anche da dispensario antitubercolare. Stesso ruolo ricopre durante la Seconda Guerra Mondiale e nel secondo dopoguerra presso l'ambulatorio medico chirurgico "Santa Croce” in Vanchiglietta, fondato negli anni della Prima Guerra Mondiale per iniziativa di un gruppo di signore e passato sotto il patronato della CRI nel 1922. Vi si prestavano cure mediche, chirurgiche e per malattie infantili, era gratuito per i poveri.
Sorella Cresto in questo periodo svolge la sua missione con infaticabile ardore e viene ricordata come "piccola e fragile nel corpo, ma grande e forte nell'animo". Durante la Guerra di Liberazione viene sfollata a Castellamonte in un'abitazione sita in Via Torrazza Nello stesso Comune in frazione Spineto sorgeva un campo di prigionia da cui riuscirono a fuggire diversi prigionieri (in maggior parte soldati inglesi ed ebrei, oltre ad alcuni partigiani) che furono poi nascosti in svariati casolari nell'ospedale del capoluogo dove nel frattempo aveva iniziato a prestare servizio. In questo contesto deve più volte ricorrere a sotterfugi per esercitare la sua opera e difendere gli ospiti in pericolo. Viene riportato che in una particolare occasione impedisce ai tedeschi l'accesso alle corsie dell'ospedale dichiarando in modo perentorio che si trattava di un 'lazzaretto' salvando così i partigiani ricoverati
Rientra a Torino nel 1946. Nello stesso anno il Comitato CRI di Torino dà vita in Via del Carmine 12 a una serie di attività assistenziali per tutelare coloro che non avevano entrate adeguate al rincaro della vita: fra queste un ambulatorio per persone bisognose prive di assistenza mutualistica (anziani, poveri, pensionati, mutilati, reduci ), S.lla Cresto viene nominata Capogruppo delle Infermiere Volontarie, anche in questo nuovo servizio dove opera fino alla sua chiusura avvenuta nel 1950. Fino alla fine della sua vita continua a prestare opera volontaria con lo stesso entusiasmo in tutti i succitati ambulatori, ed in aggiunta presso quelli situati nella Manica Nuova di Palazzo Reale ed in Lungo Po Antonelli, all'epoca gestiti dalla CRI.
Nel 1961, in aggiunta agli svariati riconoscimenti ottenuti in precedenza, viene insignita dal Comitato Internazionale della Croce Rossa della Medaglia Florence Nightingale, massima onorificenza concessa dal CICR a uomini e donne, infermieri professionali o volontari. Nel 1983, decennale della scomparsa, è stata posta nel corso di una sentita cerimonia pubblica una lapide in ricordo di S.lla Cresto e del suo operato all'esterno del Comitato Cri di Castellamonte.












