Ci sono almeno sette licenziamenti in arrivo tra il personale dell’ex Asa passato alla Teknoservice. Sono tutti lavoratori che non hanno superato le visite mediche e che, per problemi fisici o di salute pregressi, non possono operare come netturbini. Lo ha annunciato l’azienda nel corso del tavolo di concertazione con i sindacati.
“Il prossimo tre febbraio tenteremo una conciliazione con l’azienda – dice Luca Cortese, segretario canavesano della Uil – sono tutte posizioni molto delicate perché si tratta di operai con dei problemi fisici che difficilmente, una volta licenziati, potranno trovare un’altra occupazione”. I sindacati hanno chiesto all’azienda, intanto, di “coprire” i due posti vacanti da ottobre nell’organico degli addetti alla raccolta rifiuti. E, inoltre, di andare a pescare i nuovi assunti dall’ormai famosa lista degli esuberi stilata a ottobre.
Teknoservice, intanto, ha fatto sapere che la raccomandazione di due impiegati da parte di alcuni Comuni (spedita via lettera, con tanto di nomi e cognomi degli addetti da assumere) non ha sortito alcun effetto. L’azienda non assumerà su “suggerimento” dei Comuni.
Ed è già polemica con gli “esodati”, gli ottanta ex dipendenti Asa in attesa di ricollocazione, che sabato scorso hanno inviato una nuova lettera. “Vorremmo capire come il 15 di ottobre c’erano determinate graduatorie che dovevano essere cristallizzate – scrivono i licenziati - e oggi invece vengono riviste per agevolare uno o l’altro, con il consenso di alcuni sindacati. Così facendo in strada del Ghiaro continua la solita saga, a discapito di chi, quando apre gli occhi al mattino, non sa come tirare avanti, come pagarsi l’affitto, come mantenere i figli e come trovare uno straccio di lavoro».
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