
CASTELLAMONTE - Una festa contro il razzismo e la paura del diverso. E’ quella organizzata dalla parrocchia sabato 2 aprile nel cortile dell’oratorio con i rifugiati di Castellamonte, Cuorgnè e della casa parrocchiale di Borgiallo. La musica, lo sport a fare da collante, a unire culture differenti, ma non in antitesi.
Così don Angelo da un calcio alle critiche che gli sono piovute addosso il giorno dopo la messa del giovedì santo e la lavanda dei piedi agli immigrati. “Il papa ha chiesto di aprire le nostre porte a questi fratelli che stanno fuggendo fame, povertà e violenza. Io cerco di mettere in pratica le sue parole – ha spiegato – Bisogna abbattere questo clima di paura e di ostilità. Dobbiamo imparare ad accogliere, ad integrare”. Il parroco ha fatto proprio anche l’impegno della diocesi di Ivrea e del vescovo, Arrigo Miglio alla fratellanza e tolleranza.
“La diocesi si è impegnata a ristrutturare un edificio, che potrà ospitare fino a 40 persone, a Montalto Dora per l’accoglienza dei rifugiati”, ha precisato. Da qui i profughi potranno essere smistati nelle varie case parrocchiali che i sacerdoti della zona metteranno a disposizione. La suddivisione in piccoli gruppi faciliterà il loro inserimento nella società.
“Integrazione è accettazione con il cuore, rispetto verso il prossimo anche se ha abitudini, religione e cultura diversa dalla nostra. Dobbiamo smettere di avere paura del diverso. Il mondo si sta muovendo o aspettiamo che ci crolli addosso o facciamo qualcosa per farlo stare in peidi. Tutti insieme”, ha concluso don Angelo.
La festa dell’integrazione, promossa nell’ambito delle giornate di solidarietà del torneo di calcio della squadra dell’oratorio, è continuata per tutto il pomeriggio. L’impegno all’integrazione della parrocchia continua.








