
CASTELLAMONTE - Si sono svolti oggi, giovedì 4 aprile 2024, a Castellamonte e a Campo Canavese i funerali, in forma laica, di Eugenio Bozzello Verole, ex senatore e per tre volte sindaco della città della ceramica. Aveva 95 anni.
Ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio terreno, con il feretro dell’ex Questore del Senato della Repubblica che ha fatto tappa anche a palazzo Antonelli per un toccante saluto da parte dell’amministrazione comunale, guidata dall’attuale primo cittadino, Pasquale Mazza, tanti amici, conoscenti e politici locali che hanno condiviso con Eugenio Bozzello Verole un pezzo del suo lungo cammino istituzionale, sempre al fianco della gente e di quel Canavese che “Genio”, come lo chiamavano gli amici più stretti, amava profondamente. Proprio il sindaco castellamontese ha comunicato, nel corso della cerimonia, la volontà del suo esecutivo di intitolare ad Eugenio Bozzello la circonvallazione di Campo e l’intenzione di chiedere l’intitolazione del nuovo Ponte Preti quando sarà realizzato.
«Ci ha lasciato dopo una lunga vita Eugenio – sono le parole lette da Pasquale Mazza e scritte dal politico, giurista ed ex Presidente della Corte Costituzionale, Giuliano Amato – Una vita interamente dedicata agli altri, che ne ha fatto uno degli esponenti migliori della politica italiana del Novecento. E’ una politica che non c’è più e che per questo lo fa apparire eccezionale rispetto a quella di oggi. Cominciò come sindacalista alla Fiat, fu poi dirigente locale e nazionale del Partito Socialista, quindi consigliere comunale e provinciale, e infine senatore della Repubblica ad occuparsi in tale veste e non casualmente dei temi su cui si era formato in sede locale: dai lavori pubblici ai trasporti. Del Senato arrivò a diventare Questore e ad entrare per ciò nel governo della sua Istituzione. Era così che la politica del Novecento formava i suoi dirigenti: addestrandoli prima in sede locale, poi nazionale sui problemi di interesse collettivo, formando le loro competenze. Era un cursus che naturalmente selezionava i migliori ed Eugenio fu tra questi. Non era un ideologo. Era un riformista per vocazione e formazione. I suoi problemi erano i problemi sociali e civili che vedeva intorno a sé, che lui per primo voleva discutere e approfondire con le persone che ne portavano il peso. Di qui le soluzioni schiettamente riformiste che migliorando l’oggi dovevano anche preparare un futuro migliore. Per tutta la vita è stato così anche in questi ultimi anni, quando da tempo aveva lasciato gli incarichi pubblici. Tutti sanno quanto si è adoperato negli ultimi mesi per ottenere la possibilità di realizzare il nuovo Ponte Preti. Per questo è stato tra le figure migliori della politica su cui si è costruita la nostra democrazia. Chi teme oggi per le sorti della nostra e di altre democrazie, rese fragili dalla perdita dei tessuti connettivi che le tenevano insieme e dal prevalere di posizioni radicalizzate, di aggregazioni politiche costruite più contro qualcuno che per qualcosa, segnala la necessità di ritrovare, magari in forme nuove, una politica come quella di allora. Eugenio rimane per questo un esempio da seguire ed imitare. Che riposi in pace, ma resti sempre nella nostra memoria».
«Caro "Genio" - lo ha ricordato Piero De Meco - Non ci sono parole per esprimere il vuoto che tu lasci in quanti ti hanno conosciuto. Voglio ricordare la tua lealtà, la tua onestà, l'umiltà, la correttezza, l'attaccamento per la libertà e la difesa dei valori del territorio fin dai tempi di giovane staffetta partigiana e il tuo sempre tenace impegno al servizio del Canavese e della sua gente, senza distinzione alcuna, sono sempre stati un esempio di rettitudine e modello di vita per tutti! Credo di interpretare il sentimento di tutti i socialisti, e non, nel porgere un sentito profondo, affettuoso sentimento di profondo cordoglio a tutti i tuoi cari. Ricordo, con orgoglio e piacere, che tu mi hai insegnato che nei tempi difficili per la libertà, quando passava un socialista si usava dire "gavumse al capel che j pasa n'galantom", ebbene per noi oggi è così. Un fraterno affettuoso arrivederci. Ciao Eugenio».
Eugenio Bozzello Verole, cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica, già assessore provinciale e cittadino onorario di Castellamonte, lascia la figlia Tiziana, l’adorato nipote Alessandro, la sorella Maria, il fratello Remo, i nipoti Marco, Mauro, Luca con le rispettive famiglie.












