CASTELLAMONTE - Dal primo settembre torna la Mostra della Ceramica
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Olga Gambari, torinese di 45 anni, succede a Guido Curto come curatore della Mostra della Ceramica di Castellamonte che tornerà quest'anno, per l'edizione numero 56, dal primo settembre. La Gambari, critico d’arte e giornalista, ha sviluppato decine di progetti per istituzioni pubbliche e spazi privati, collaborando con molti giovani artisti e nomi storici dell'arte, italiani e stranieri. «Il tema generale della Mostra di quest'anno sarà "Terra!" - spiega l'assessore Nella Falletti - un’esclamazione che è un arrivo, un avvistamento, ma anche un desiderio, una sorpresa, una speranza». Nella parola scelta, però, si incarna tutta la fisicità del materiale di partenza, dell’argilla, la terra rossa caratteristica di Castellamonte, quella che ha dato origine alla sua tradizione ceramica, che ne ha modellato storia e identità. Un titolo che, quindi, parte dalla Terra per arrivare a spazi immateriali.
 
Sedi espositive palazzo Botton, il centro congressi Martinetti, il museo Fornace Pagliero e il giardino del Castello. La mostra, ed è questa forse la novità più importante, sarà organizzata quest’anno in sinergia con il Museo Civico d’arte antica di Palazzo Madama a Torino, il Museo della Ceramica di Mondovì, i Musei di Savona e di Albisola Marina, in sintonia col progetto «Terra di Mezzo» coordinato da Christiana Fissore e Andreina d’Agliano.
 
A palazzo Botton ci sarà l’omaggio a Luigi Stoisa (nato nel 1958 a Selvaggio di Giaveno – Torino - dove vive e lavora, ha studiato all’Accademia Albertina di Belle Arti), una figura d’artista che nel suo lavoro ha sviluppato un forte percorso persale legato alla ceramica e all’opera plastica. Una personale che parte dal segno, dai disegni a cui Stoisa dà vita con grazia e dinamismo, siano essi bozzetti così come libere visioni. Al primo piano, invece, una collettiva di giovani artisti che rappresenta una significativa panoramica, la prima tappa di un’esplorazione su come la ceramica sia di nuovo un materiale dell’arte contemporanea.
 
Al piano interrato anche la Collezione di Fischietti viene presentata con un nuovo allestimento e con una racconto-video che ne offre varie letture di tipo semantico, storico e antropologico, aprendo la comprensione di questo antico e magico oggetto al pubblico, al di là del suo mero aspetto estetico e ludico.