CASTELLAMONTE - Crede di essere malato e si spara: la città in lutto

Pensava di essere malato e di dover combattere contro un brutto male Giovanni Forma, il vigile urbano di 53 anni che questa mattina, tra le sei e le sette, si è tolto la vita con un colpo di pistola all'interno del comando della polizia municipale di Castellamonte. L'uomo abitava a Cuorgnè e si era sposato a gennaio. In una lettera, che i carabinieri della compagnia di Ivrea hanno trovato nel suo appartamento, ha spiegato i motivi del gesto, chiedendo, oltretutto, di non celebrare nessun funerale. Proprio in quella missiva l'agente ha spiegato la sua difficile condizione personale, convinto di essere alle prese con un tumore. Da un mese era in mutua per un mal di schiena sospetto che proprio non gli dava tregua.

Oggi pomeriggio si sarebbe dovuto sottoporre a un altro esame in una clinica di Torino. Invece subito dopo essere uscito di casa, è andato a Castellamonte, dove lavorava da vent'anni, e con la pistola d'ordinanza, nello spogliatoio del comando, si è tolto la vita.

Un gesto disperato ed estremo che ha colto di sorpresa i colleghi e tutti i castellamontesi. Forma era un agente apprezzato per la sua pacatezza e la sua disponibilità. Tutta la città della ceramica è in lutto. «Siamo sconvolti, non ci sono parole per descrivere quello che è successo» dice il sindaco Paolo Mascheroni. L'intera amministrazione, in queste ore, si è stretta al dolore della moglie del vigile urbano. Anche gli amici, che gli sono stati vicini fino a ieri, sono rimasti sconvolti da quello che è successo. Ora toccherà ai carabinieri di Castellamonte fare piena luce sull'accaduto.