CASTELLAMONTE - Coronavirus, «L'ex ospedale deve giocare un ruolo nella sanità che verrà»

CASTELLAMONTE - «Sulla proposta di riaprire l’ospedale di Castellamonte per i pazienti Covid-19 non ci basta la risposta laconica dell’assessore regionale Luigi Icardi». Così il consigliere regionale del Pd, Alberto Avetta, dopo che in settimana si è tornato a parlare della possibile riapertura dell'ex nosocomio. In merito segnaliamo che il sondaggio sull'ospedale, che abbiamo lanciato nei giorni scorsi su Facebook, Twitter e Instagram si è chiuso, complessivamente, con oltre 1200 voti. Per l'87% dei lettori potrebbe essere utile riaprire l'ospedale di Castellamonte in questo momento così delicato.

«Siamo tutti consapevoli del fatto che per rimettere a norma e rendere funzionante un ospedale dismesso c’è un problema di tempi, di risorse, e soprattutto di disponibilità di personale sanitario, come il caso di Verduno dimostra - aggiunge Avetta - tuttavia, non si tratta solo di ragionare in termini emergenziali. Ha ragione il Presidente Cirio quando afferma che il Coronavirus ci impone di guardare con occhi nuovi il nostro modello di sanità, ripensando la medicina territoriale e il rapporto tra ospedale e territorio». 

«Tempo fa, a proposito dell’ipotesi del nuovo ospedale di Ivrea, avevo sottolineato come fosse necessario un ragionamento complessivo che tenesse conto anche del destino delle strutture di Cuorgnè e di Castellamonte. Avremo bisogno di ospedali moderni ed efficienti che concentrino le alte complessità, e, al contempo, di un modello territoriale fortemente integrato. Allora, assessore Icardi: gli ospedali dismessi, a cominciare da Castellamonte, potranno giocare un ruolo nella sanità che verrà, oppure cosa pensiamo di farne?».