Nove mesi di reclusione per Emidio Filipponi, ex direttore dell'Asa di Castellamonte, l'azienda che gestiva la raccolta rifiuti nei 51 Comuni dell'alto Canavese. E' la richiesta che il pubblico ministero Davide Bosio ha avanzato al giudice Claudia Colangelo del tribunale d'Ivrea. Il processo riguarda il mancato pagamento, da parte dell'Asa, di Iva e Irpef negli ultimi anni di attività del consorzio. Una situazione dovuta, ovviamente, alle difficoltà economiche affrontate dall'azienda di strada del Ghiaro.
Allora Filipponi preferì garantire il pagamento degli stipendi ai lavoratori. Era quindi consapevole del mancato pagamento delle tasse allo Stato. Per la procura, però, l'Asa avrebbe dovuto ottemperare ai versamenti Iva e Irpef, anche a costo di ridurre sensibilmente gli stipendi dei lavoratori. Una presa di posizione che è stata contestata dagli avvocati di Filipponi. Anche perchè abbassare lo stipendio ai lavoratori dell'Asa, in quel delicato periodo, avrebbe sicuramente favorito ulteriori scioperi e disservizi sul territorio.
I difensori dell’ex direttore dell’Asa hanno chiesto l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato. Asa, tra l’altro, aveva tentato di recuperare i debiti vendendo il ramo energia. L’asta, però, andò deserta. La guardia di finanza, nel 2012, su mandato della procura d’Ivrea e dell’agenzia delle entrate, ha provveduto al sequestro preventivo dei beni personali di proprietà di Filipponi per un valore complessivo di circa 750 mila euro.








