
Natale a casa, dai parenti a Ozegna, per Claudio Alberto, 23 anni di Castellamonte, l'attivista No Tav assolto la scorsa settimana dall'accusa di terrorismo per l'assalto del maggio 2013 al cantiere della Torino-Lione. La Corte d'assise di Torino ha accolto la richiesta degli arresti domiciliari presentata dai legali del giovane. I giudici hanno concesso la misura cautelare alternativa anche agli altri tre anarchici imputati nello stesso processo: Niccolò Blasi, 24 anni, Mattia Zanotti, 29 anni, e Chiara Zenobi, 41 anni.
I quattro attivisti erano in carcere dal 9 dicembre 2013. Sono stati comunque condannati a 3 anni e mezzo di reclusione per una serie di reati consumati durante l’assalto al cantiere della Tav di Chiomonte. Claudio Alberto, nel corso dell'ultimo anno, è stato detenuto nel carcere di Ferrara. I giudici hanno confermato che, nel corso della detenzione, «gli imputati non hanno dato adito a condotte contrarie ai regolamenti». Circostanza che ne ha ovviamente favorito al scarcerazione. Il canavesano Claudio Alberto, a maggio, era stato già condannato a quattro mesi di reclusione per minacce, ingiuria e violenza privata nei confronti di un operaio del cantiere di Chiomonte, che stava entrando a bordo di un mezzo.








