
CASTELLAMONTE - La città in lutto per la scomparsa della ultra-centenaria «Tina». Un velo di tristezza e profondo cordoglio avvolge in queste ore Castellamonte dopo l’annuncio della morte di Dobrilla «Tina» Pizzi.
La simpatica nonnina, ospite dell’Istituto Domenica Romana dal 2019, a febbraio di quest’anno aveva tagliato il traguardo delle 102 primavere. Aveva festeggiato quel compleanno speciale, circondata, nel rispetto delle norme anti-covid, dall’affetto dei suoi cari e del preparato e professionale personale della residenza castellamontese.
Dobrilla «Tina» Pizzi era nata a Villanova Marchesano in provincia di Rovigo il 16 febbraio 1920 in una famiglia di contadini. Con lei, oltre ai genitori Emilio e Seconda, vivevano due fratelli e cinque sorelle. Si è sposata giovanissima all’età di 14 anni con Tommaso, detto Tommasino, di soli 3 anni più vecchio di lei. Un grande amore e un’unione felice, che «Tina», come la chiamano tutti, ha gelosamente custodito nel cuore tra i suoi ricordi felici e indelebili. Dobrilla Pizzi è stata anche una coraggiosa «staffetta partigiana», durante gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale.
Dobrilla Pizzi è arrivata in Canavese e a Castellamonte poco più che ventenne. Non è stata una vita semplice quella di «Tina», che ha iniziato a lavorare da giovanissima prima come lavandaia, poi al servizio di alcuni signori locali e infine nei campi mentre il marito, scomparso prematuramente nel 1966, con il papà andavano di città in città «a fare i mercati». Dobrilla «Tina» Pizzi lascia il fratello Mario e la sorella Nuccia, oltre ai nipoti e pronipoti con le rispettive famiglie.








