
Parte la "fase 2" della raccolta differenziata porta a porta. A Castellamonte, comune capofila, da questa settimana sono "fuorilegge" i vecchi sacchi neri dell'immondizia. Quelli, per intenderci, riservati alla raccolta indiffereziata dei rifiuti. D'ora in poi solo sacchetti trasparenti (facilmente reperibili in qualunque supermercato). Lunedì, tra i banchi del mercato di Castellamonte, la Teknoservice ha distribuito gratuitamente ai residenti un primo lotto di sacchetti trasparenti. Ne sono stati consegnati alla popolazione quasi 7700. Lunedì prossimo si replica. Poi toccherà a Rivarolo Canavese e Cuorgnè.
«Questa non deve essere vista come un'imposizione - fanno sapere dall'azienda che ha preso il posto dell'Asa nella gestione dei rifiuti in alto Canavese - ma come una forma di collaborazione. Dobbiamo arrivare al 65% della diffenziata, altrimenti i costi aumenteranno ancora». Collaborazione che nasce anche dall'agevolare i cittadini ad eseguire correttamente la differenziazione dei rifiuti. Per questo l'azienda ha distribuito gratuitamente i primi sacchetti. Poi, in futuro, potrebbe pensarci il Comune.
«Se funziona perché no? - conferma il vicesindaco di Castellamonte, Giovanni Maddio - vedremo di trovare una quadra con l'azienda per andare incontro ai residenti. Il sacchetto trasparente servirà per verificare facilmente quello che viene differenziato e quello che, invece, finisce nei sacchi generici. E' un motivo in più per differenziare correttamente». Economicamente parlando, come ha fatto presente proprio Maddio, l'azienda aveva messo a bilancio 1,1 milioni di euro derivanti dai proventi del riciclo della spazzatura tramite la raccolta differenziata. Al momento ha incassato solo 500 mila euro. La differenza rischia di far aumentare ulteriormente le bollette dei cittadini (su tutto il territorio dell'alto Canavese costa 2,5 milioni di euro all'anno conferire i rifiuti indifferenziati in discarica).








