
CASTELLAMONTE - Non bastava l'emergenza sanitaria, che costringe in alcuni casi gli studenti alla didattica a distanza. Alla storica sede castellamontese dell’Istituto 25 Aprile Faccio in questi giorni stanno facendo i conti anche con l’impianto di riscaldamento che nella succursale di via Trabucco è finito in tilt. Questa mattina, giovedì 27 gennaio 2022, a causa delle basse temperature registrate in classe le lezioni non sono neanche iniziate. E domani via alla Dad per le sezioni della succursale, con l’obiettivo di risolvere la criticità nel week-end. Si punta ad un ritorno alla normalità entro lunedì prossimo.
«Devo riconoscere il lavoro svolto dalla scuola, dal soggetto che cura l’impianto interno alla succursale e dell’azienda che eroga il riscaldamento: si stanno prodigando tutti oltre il dovuto per risolvere il problema, con controlli e verifiche sul posto pure in orari “improbabili” – spiega il dirigente scolastico, Daniele Vallino – Appena questa mattina abbiamo riscontrato che i parametri delle temperature non erano adeguati per svolgere le lezioni abbiamo deciso di non farle neanche iniziare. Domani le lezioni per le classi della succursale saranno in Dad. Nei prossimi giorni verrà data comunicazione rispetto alle lezioni per la settimana entrante».
Si sta lavorando alacremente per superare l’impasse, sottolinea Vallino: «La caldaia aveva avuto un guasto e quella sostitutiva non garantisce le stesse prestazioni. Ringrazio Città Metropolitana che ha dato l’ok a tenere nei giorni scorsi l’impianto di riscaldamento acceso per 24 ore con l’obiettivo di recuperare gradi nelle classi. Tutte le parti stanno facendo più del massimo per risolvere il problema. Sono disguidi che possono accadere. Non bisogna cercare facili capri espiatori. Non sussistono presupposti per protestare semplicemente perché non è possibile individuare una controparte manchevole ai suoi doveri. Serve mantenere la giusta lucidità richiesta per agire nel modo più efficace. Senza disperdere energie in “lotte” inutili. La scuola si è attivata ben prima che arrivassero segnalazioni dall'esterno, che comportano spesa di tempi ed energie supplementari rispetto a quelle utilizzate per la risoluzione dei problemi, senza peraltro aggiungere efficacia. Prova, ancora una volta, che i problemi vengono risolti non tanto grazie alle segnalazioni, ma nonostante le segnalazioni».








