
Si è tolto la vita a Caselle l'uomo che ieri avrebbe ferito con un oggetto contundente (forse un'accetta o una chiave da lavoro) una giovane prostituta romena a Volpiano. L'uomo è stato trovato senza vita dai carabinieri nelle ore immediatamente successive l'aggressione. Forse era convinto di aver ucciso la ragazza. Per il rimorso si è impiccato.
Alle ore 17 di ieri un cittadino di Volpiano riferiva ai Carabinieri di aver notato in quella via Molino, una ragazza con in dosso solo il reggiseno, coperta di sangue ed in evidente stato di shock, correre nei campi adiacenti all'autostrada Torino-Aosta. I carabinieri, giunti immediatamente sul posto, conducevano le ricerche che terminavano poco dopo senza esito.
Alle ore 18.35 circa lo stesso testimone contattava nuovamente il Comando Arma indicando l'esatto luogo ove la ragazza aveva trovato rifugio. Giunti sul posto, gli stessi scorgevano la giovane accovacciata in un cespuglio, coperta di sangue e con gravi lesioni sul capo e sul corpo. Allertato dai militari il 118, si procedeva all'immediato ricovero presso l'ospedale Giovanni Bosco di Torino. La giovane, probabile prostituta di origine romena di 32 anni circa, veniva dichiarata dai sanitari in prognosi riservata (non in pericolo di vita) per le profonde lesioni sull'osso temporale e sul volto.
Durante i primi soccorsi, la stessa dichiarava ai militari di conoscere da circa un anno il suo aggressore e di essere stata contattata dallo stesso tramite telefono. Nella mattinata del 18 agosto, il Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Ivrea e i militari della Compagnia di Chivasso, interrogavano la giovane che dava indicazioni utili all'identificazione dell'aggressore che, a suo dire, conosceva da tempo. Le informazioni acquisite, coincidevano con quelle emerse dai primi accertamenti urgenti compiuti durante la notte, permettevano di giungere all'identificazione dell'autore del gesto e constatare che alle ore 18.00 circa dei ieri, era giunta segnalazione presso il Comando Stazione Carabinieri di Caselle Torinese, del suicidio tramite impiccagione di Mauro Cabodi di 38 anni, celibe, coltivatore diretto, residente in una cascina sita in strada Leinì 101 di Caselle Torinese, autore per l'appunto del tentativo di omicidio.
Dalla testimonianza della giovane, infatti, emergeva che l'aggressore era in possesso di un'autovettura di tipo "fuoristrada", residente in una cascina di Caselle Torinese e di professione contadino/allevatore. Tali elementi probatori consentivano ai militari del Nucleo Operativo di Chivasso congiuntamente con la Stazione Carabinieri di Volpiano, di procedere al sopralluogo presso l'abitazione del Cabodi dove veniva rinvenuta l'autovettura indicata. Durante la successiva perquisizione della stessa, veniva rinvenuta una chiave di tipo a croce, di grandi dimensioni con evidenti tracce ematiche, un paio di scarpe da donna, due capi di biancheria intima ed un'unghia finta, compatibile con quella mancante alla vittima. Per ora risulta mancante il borsone della vittima, dei soldi contanti ed il telefono cellulare. Il movente dell'episodio e i particolari della vicenda sono ancora da chiarire.








