
Condanna all’ergastolo per Dorotea De Pippo, l'ex colf di 53 anni accusata di concorso in omicidio plurimo. Secondo il tribunale di Torino è stata lei la mandante della strage di Caselle Torinese, avvenuta la sera del 3 gennaio 2014 in una villetta della cittadina aeroportuale. Morirono in quella villetta Claudio Allione, la moglie Maria Angela Greggio e la madre di quest’ultima, Emilia Campo dall’Orto (nella foto). Furono uccisi a coltellate da Giorgio Palmieri, l’ex compagno della De Pippo, che ha confessato i delitti ed è già stato condannato all'ergastolo.
Il tribunale ha seguito la tesi dell'accusa condannando l'ex colf della famiglia Allione con l'aggravante della premeditazione e dei futili motivi. La donna è stata anche condannata al pagamento delle spese processuali, con una provvisionale di 300 mila euro.
Una discussione legata all’allontanamento della domestica sarebbe degenerata nel triplice omicidio. Palmieri, davanti ai carabinieri, ha infatti confessato di aver ucciso la famiglia Allione per un debito di 500 euro. Dalla ricostruzione degli investigatori, Palmieri era entrato nella villetta della famiglia Allione la sera del 3 gennaio, per spiegare loro perché non riusciva a restituire quel prestito. L’uomo ha bevuto un caffè in cucina poi è scattato il raptus omicida. I militari dell'Arma lo hanno arrestato a casa di un amico. Determinante il ritrovamento della tazzina utilizzata dal 57enne prima della strage.
Secondo i pm, Dorotea De Pippo ha avuto un ruolo primario nell'organizzazione della strage. «E' stata lei - hanno sostenuto Scevola e Sparagna - a caratterizzare il movente della strage, che non fu determinata soltanto da ragioni economiche», ossia per sottrarre alla famiglia denaro e carte di credito che poi furono spesi dall'ex colf. «Risentimento, rabbia e rancore della donna in particolare verso la signora Greggio che durante il rapporto lavorativo l'avrebbe pagata troppo poco e poi l'aveva licenziata - hanno proseguito - furono alla base del triplice omicidio premeditato».
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