CASELLE - Salvati altri nove bambini ucraini malati di tumore - FOTO

CASELLE - Altri nove piccoli pazienti oncologici sono stati salvati, ieri, domenica 20 marzo 2022, dall'Ucraina e portati in Italia. Si tratta della seconda missione umanitaria della Regione Piemonte per portare in salvo nove bambini malati oncologici in fuga dalla guerra in Ucraina. La più piccola, Victoria, ha 6 mesi, il più grande ha compiuto 16 anni e si chiama Dmytro. Con loro anche due adulti.

Subito dopo l’atterraggio, domenica 20 marzo, a Torino Caselle del volo partito in mattinata verso l’aeroporto di Iasi (Romania), dove ad attenderlo c’erano i bambini con le proprie famiglie, lì arrivati passando dalla Moldavia, i piccoli pazienti sono stati affidati alle cure dell’ospedale infantile Regina Margherita, come gli altri 13 affetti da tumore giunti due settimane fa.

A rendere possibile questo nuovo viaggio è stata ancora una volta la generosità di due realtà piemontesi sempre pronte a dare supporto alla comunità: Fondazione Lavazza e Reale Foundation che, insieme, hanno coperto tutti i costi necessari. A sostegno della missione anche Sagat Spa e Sagat Handling, che hanno garantito anche stavolta la piena gratuità di tutte le operazioni aeroportuali.

A bordo del volo c’erano il presidente della Regione Alberto Cirio e la dottoressa Franca Fagioli, direttore dell’Oncologia pediatrica dell’ospedale Regina Margherita. Con loro anche l’assessore regionale alla Sicurezza Fabrizio Ricca, il vicepresidente del Gruppo Lavazza Giuseppe Lavazza, il direttore Sostenibilità e Comunicazione di Reale Mutua Virginia Antonini e il segretario di Reale Foundation Luca Rossin.

«Ho detto alle mamme che stiamo portando i loro figli a curare in uno degli ospedali migliori d'Italia - ha dichiarato il presidente Cirio dopo lo sbarco a Caselle - Negli occhi di queste mamme ho visto speranza, riconoscenza e grande dignità di persone costrette incolpevolmente a chiedere aiuto. Quella di oggi è stata la seconda missione, ma siamo pronti a ripartire tutte le volte che serve. Perché questi bambini, se uno non va a prenderli, non possono scappare dalla guerra, non possono essere curati, non possono essere salvati. Finché ci sarà necessità il Piemonte c’è, c’è stato e ci sarà. Noi siamo una Regione che vuole bene all’umanità, che vuole bene alle persone, che quando viene chiamata in causa fa la sua parte. L’ha sempre fatto in passato e sempre lo farà in futuro».