
CASELLE - La procura vuole capire se Paolo Ferri fosse capace di intendere e di volere quando, il 24 gennaio scorso, ha ucciso la madre Luciana Cat Berro (nella foto) con una sparachiodi. Il pubblico ministero Fabiola D’Errico ha disposto una perizia psichiatrica nell’ambito dell’inchiesta sull'omicidio: un passaggio necessario per chiarire se dietro il delitto ci sia stata un’infermità mentale o una scelta lucida.
Secondo le indagini, l'uomo avrebbe agito per odio e per interesse, in un conflitto cresciuto negli anni attorno alla gestione dell’eredità di famiglia. Poche ore prima dell’omicidio, Ferri aveva scritto a un amico di essere «precipitato nel baratro».
A Caselle molti collegano la tragedia alla cascina di famiglia, un tempo tra le più belle della zona, con terreni e bestiame. Dopo la morte del padre, nel 2017, l’equilibrio si sarebbe spezzato. Paolo voleva gestire tutto da solo, ma l’azienda è scivolata nel degrado. In un audio inviato ad alcuni conoscenti, l’uomo aveva detto: “Devono morire”. Frasi che oggi pesano come macigni e che saranno centrali per stabilire se quel gesto sia stato follia o volontà.








