
Da sabato scorso a Caselle è possibile tornare ad ammirare gli affreschi della cappella della Madonna del Pilone, definita da molti, per la ricchezza delle sue opere pittoriche come “La Cappella Sistina del Canavese”. Questa parte di restauro ha coinvolto il pilone votivo, la parte più antica, quella collocata all’interno della cappella stessa, protetta come uno scrigno dalla struttura successiva. Un pilone votivo conosciuto come il pilone De Rossi, che è stato interessato nel corso di questi ultimi anni da una approfondita campagna di restauri e recuperi.
Gli affreschi sono tornati ai colori originari, dopo secoli di polvere ed il nerofumo causato da migliaia di candele consumate nel tempo, che come una patina hanno reso opaca la pellicola pittorica originaria. Gli interventi conservativi avevano già preso avvio nel 2011, con il restauro dell’imponente pittura “La strage degli innocenti”, che caratterizza la lunetta centrale della parete di fondo della cappella. Poi il successivo intervento, grazie al sostegno economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, del Comune e del centro commerciale “Caselle Center”.
Le opere di restauro conservativo sono state realizzate da Carla Galli e Valentina Mauro, sotto l’egida della Soprintendenza dei Beni Artistici del Piemonte, seguiti dall’architetto Giancarlo Colombatto, progettista e direttore dei lavori. Come sempre, anima infaticabile e regia di questo recupero, l’associazione “J’amis dla Madunina”, guidati da Lino Crusiglia, che da anni si impegna per il recupero e la valorizzazione della cappella dell’omonima borgata, attraverso feste ed iniziative patronali, il cui unico obiettivo resta quello di sensibilizzare la popolazione e raccogliere i fondi necessari per portare avanti la campagna di restauri.












