
La confessione ai carabinieri di Giorgio Palmieri, l'uomo di 56 anni di Torino accusato del triplice omicidio di Caselle, fa rabbrividire. Racconta di un uomo alla disperazione, senza soldi, pronto a qualunque cosa pur di avere del denaro in tasca. E' in un raptus di follia, nel tentativo di rubare qualche banconota alla famiglia Allione, che il disperato si è trasformato in killer. Infierendo sui poveri corpi delle vittime. Tra i passaggi agghiaccianti il bacio all'anziana appena uccisa, Emilia Campo Dall’Orto, 94 anni. «Povera nonnina - dice Palmieri ai militari dell'Arma - non meritava di morire».
Venerdì ore 19. Palmieri racconta ai carabinieri di aver trovato un tagliacarte nei pressi dell'abitazione degli Allione. «Me lo sono messo in tasca e ho suonato il citofono». Dice di voler restituire un prestito di 500 euro. In realtà è l'esatto contrario. Palmieri ha bisogno di soldi. «Mi hanno fatto entrare, hanno chiuso i cani nel seminterrato e siamo saliti. Mi hanno offerto un caffè, l’atmosfera era cordiale. Ci conoscevamo perché la mia convivente era la loro ex domestica e in passato avevo fatto in casa loro alcuni lavoretti».
Dopo il caffè, la tensione prende il sopravvento. Palmieri non ha i soldi da restituire. Si chiude in bagno. Quando esce aggredisce Claudio Allione, 66 anni. Una, due, tre coltellate. Arriva la moglie, Angela Greggio, 65 anni. Stessa sorte. Palmieri li guarda agonizzare per terra, poi fa per andarsene quando arriva l'anziana. «Le volevo bene - ha detto il killer ai carabinieri - le ho detto di non urlare, di fare finta di niente ma lei ha gridato. Mi è dispiaciuto, ma ormai mi aveva visto. Ho dovuto ucciderla. Poi le ho dato un bacio in fronte. L’ho coperta con un piumone. Non meritava di morire così».
L'assassino lascia la casa con 100 euro in tasca. Getta le tazzine del caffè in un fosso e il tagliacarte in un cassonetto dell'immondizia. Poi scappa da un amico. Dove ieri notte i carabinieri lo hanno finalmente arrestato.











