CANDIA CANAVESE - Sosta selvaggia, rifiuti gettati ovunque, la rabbia del sindaco: «Rovinano un paese» - FOTO

CANDIA CANAVESE - Deiezioni canine, cartacce, mozziconi di sigarette e rifiuti gettati ovunque, oltre alla sosta selvaggia dei soliti automobilisti irrispettosi delle regole. Monta la rabbia del primo cittadino. Succede a Candia Canavese, dove il sindaco, Mario Mottino, si è sfogato, pubblicando un lungo post sulla pagina Facebook del Comune. Il borgomastro ha ricordato che tutti gli abitanti hanno diritti, ma anche doveri e preannunciato tolleranza zero, con il ricorso anche all'aiuto delle telecamere, nei confronti di «maiali» e «incivili».

«Ho deciso di far notare e dire alcune cose che non apprezzo e non sopporto da alcuni cittadini - spiega il sindaco di Candia - Si tratta di persone che credono di avere solo diritti e nessun dovere. Persone non rispettano il bene pubblico e che credono di sapere tutto. Le stesse persone che poi normalmente non si mettono mai in gioco… perché criticare e molto più facile che impegnarsi per la comunità. Alcune settimane fa abbiamo deciso di fare una pulizia straordinaria delle vie del paese con gli appositi mezzi di Scs. Dopo pochi giorni sono ricomparsi a terra i mozziconi di sigarette, le cacche dei cani, fazzoletti di carta, pacchetti vuoti di sigarette. Maleducati e incivili. Certamente pochi, ma quanti bastano a rovinare un paese. Mozziconi di sigarette ovunque. E poi ci si lamenta dei marciapiedi sporchi... a tale proposito è bene ricordare che, da regolamento comunale e da codice della strada, la pulizia delle pertinenze delle abitazioni spetta al proprietario e/o a chi ci abita. Il costo della pulizia straordinaria delle strade poteva essere ribaltato sulla Tari (lo dice la Legge). Non l'abbiamo fatto, ma...».

«I cestini stradali servono per deposita piccoli rifiuti come fazzoletti di carta, mozziconi di sigaretta (spenti), carte di caramelle. Eppure, queste finiscono a terra e nei cestini si buttano lattine, bottigliette di vetro e di plastica. Questo mentre, a volte, le campane del vetro e della plastica sono a poche decine di metri - evidenzia Mario Mottino - I bidoni marroni servono per depositare l'organico, non certo per metterci le bottiglie di vetro o plastica, per la pigrizia di fare quattro passi in più. Così ci rimette l'ambiente e le nostre tasche perché ciò comporta aumenti della tassa sui rifiuti. Poi naturalmente ci si lamenta perché i Comuni aumentano le tariffe». C'è un problema anche in merito all'area sfalci del paese: «Abbiamo regolamentato l'apertura dell'area sfalci due giorni alla settimana e indicato le possibilità e luoghi di conferimento come previsto da norme e disposizioni sullo smaltimento di questa tipologia di rifiuti. Ebbene c'è chi riesce a lasciare i sacchi con dentro gli sfalci accanto al cancello. Neanche la voglia di rovesciare il contenuto dei sacchi all'interno - sottolinea il primo cittadino candiese - Se continuerà questo e altro malcostume sull'area sfalci dovremmo chiuderla definitivamente. Così tutti andremo negli appositi centri o richiederemo il contenitore per sfalci (per ora solo una famiglia lo ha richiesto). Ovviamente il tutto con aggravio di costi. Ricordiamo a tutti che rimuovere i rifiuti abbandonati da terreni privati spetta al proprietario. Questa è la Legge. In particolare per l'amianto, se non si provvede, scatta la segnalazione alla Procura... non funziona che si viene in Municipio a segnalarli sul proprio terreno, pretendendo che il Comune provveda al più presto a portarli via. Non si conosce la Legge o più facilmente si pensa di avere solo diritti non previsti».

Ultimo punto la continua maleducazione e non rispetto delle regole a causa delle soste selvagge dei veicoli: «Succede nei posti per disabili, sulle strisce pedonali, dove impediscono il passaggio dei bus o dei mezzi per svuotamento delle isole ecologiche - conclude Mottino - Mi vergogno di avere dei concittadini così (anche se alcuni non sono di Candia ma ci vengono a lavorare o per piacere). Mi vergogno per loro dopo aver sentito dire che non gli frega un c...., se i bus decidono di non passare più in paese. Affermazione vergognosa per loro che hanno sempre la macchina sotto il sedere, ma per noi gravissima perché penalizzerebbe quelle perone, giovani e anziani, che devono prendere il bus per andare a scuola o dal medico. Ma non vi vergognate? In un paese dove a meno di 50 etri dal centro ci sono parcheggi a sufficienza per tutti, tutto ciò è incomprensibile. Senza contare chi ha cortili e lascia l'auto in divieto giorno e notte. Ben vengano (non vediamo l'ora) le telecamere con lettura targhe».