
CANDIA CANAVESE - La distruzione di settanta arnie e l'uccisione di milioni di api, l'altra notte a Candia Canavese, non è stata la bravata di qualche vandalo. Caso mai è stata una vera e propria spedizione punitiva contro gli apicoltori. Da parte di chi non è facile saperlo e, tra l'altro, se ne stanno occupando i carabinieri. Ma giusto poche settimane fa, l'arrivo massiccio di apicoltori aveva portato a pressioni sui sindaci della zona perché emettessero ordinanze per impedire l'arrivo da altre zone dei produttori di miele.
Quel che è certo è che la storia di Mattia e Daniele Landra, apicoltori della Val Maira, ha colto nel segno. L'appello lanciato (in lacrime) via internet per raccogliere fondi necessari a far ripartire l'attività ha colto clamorosamente nel segno. Sulla piattaforma gofundme, infatti, nel giro di mezza giornata, più di 2200 persone hanno deciso di donare. Un po' per aiutare gli apicoltori rimasti in mezzo a una strada dopo il raid, un po' per dare u senso alla morte (assurda) di milioni di api, proprio in questo periodo che abbiamo imparato quanto questi insetti possano essere fondamentali per l'ambiente su scala globale.
Insomma, non solo la raccolta fondi ha sfondato facilmente il budget di 15 mila euro inizialmente richiesto, ma in meno di 48 ore ha portato a raccogliere qualcosa come 57mila euro (alle 18 di oggi). E ancora non si ferma.
«E' un gravissimo atto con ripercussioni economiche per il giovane apicoltore, ma ancora di più un grave danno ambientale per la morte delle api - dice il sindaco di Candia, Mario Mottino - questa mattina ho riferito al Comando dei Carabinieri di Caluso, ai quali va il mio ringraziamento per il loro lavoro, le mie considerazioni e informazioni. Questo grave gesto avrà tutta l'attenzione che merita da parte delle Forze dell'ordine, compresa la forestale (intervenuta) affinché si riescano ad individuare i colpevoli. Nessun motivo deve trovare giustificazioni per questi delinquenti».








