
CANAVESE - Diretta conseguenza dell'aumento dei contagi, anche se la crescita si mantiene a livelli decisamente meno preoccupanti, è l'occupazione dei posti letto negli ospedali del Canavese da parte dei positivi covid. I ricoveri sono cresciuti del 30% nel corso della settimana: da 93 a 122. Nel dettaglio 18 all'ospedale di Ivrea, 14 a Chivasso, 47 a Ciriè, 12 a Lanzo, 26 a Settimo Torinese. Cinque, infine, a Cuorgnè, dove l'Asl To4 ha appena riattivato il reparto covid. In una settimana sono raddoppiati anche i ricoverati in gravi condizioni: da 11 a 21 nei reparti di terapia intensiva o semi intensiva di Ciriè, Ivrea e Chivasso.
Inutile sottolineare che, di questo passo, gli ospedali del Canavese (come nel resto d'Italia) saranno pieni nel giro di qualche settimana. Per questo il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, lancia l'allarme: «Se i vaccini sono la priorità, non bisogna dimenticare che servono posti letto e personale e a breve, se non si capisce questo, rischiamo il collasso. È necessario che chi continua a dare disposizioni dall'alto si assuma anche l'onere di rispondere e governare questa criticità. Come si può pretendere di raddoppiare le vaccinazioni con meno personale di prima mentre gli ospedali si riempiono?», dice il segretario regionale Francesco Coppolella.
«Non è neanche pensabile chiudere di nuovo tutto perché è facile disporre di annullare tutte le prestazioni. E nel frattempo a discapito di chi? Della sanità pubblica? E il privato dov'è? Continua a erogare prestazioni? Dove sono i posti letto covid nel privato? L'emergenza è di tutto il sistema e non solo del pubblico. Venite voi a spiegarlo alla gente arrabbiata che anche in questo caso se la prende con gli operatori. Un governo che non si è mostrato all'altezza. Una Regione che non si assume le proprie responsabilità. Dopo quattro ondate siamo messi peggio di Marzo 2020. Anziché assumere personale in massa dalle graduatorie esistenti, si pensa a come far quadrare i conti per non sforare la spesa. Il Governo che avrebbe dovuto abolire i tetti di spesa e che ha dimenticato il personale sanitario nella legge di bilancio».








