CANAVESE - Una lettera anonima fa partire un'indagine sui veterinari dell'Asl To4

La lettera è del più classico dei «corvi»: anonima. Ma tanto è bastato per generare una bufera sul servizio veterinario dell'Asl To4 del Canavese. Tanto che l'azienda sanitaria, come da prassi, ha avviato un'indagine interna e non è detto che, a breve, la segnalazione non entri a far parte di qualche fascicolo in procura a Ivrea. La lettera, con tanto di nomi e cognomi, è stata inviata alla direzione dell’azienda – al direttore generale Lorenzo Ardissone e a Cinzia Tudini la responsabile della formazione aziendale, ma anche alle procure di Ivrea e di Torino. «E' arrivata da un indirizzo mail – fanno sapere dalla procura – ora cercheremo di capire chi è il mittente e poi vedremo come comportarci».

Sotto accusa i veterinari dell'azienda sanitaria. «È necessario che le autorità interessate facciano dei controlli su certe consuetudini che oramai si trascinano da anni e nonostante i richiami del Governo sulla corruzione nella pubblica amministrazione, continuano a verificarsi tutt’oggi», scrive il corvo. Che poi riporta alcuni esempi di presunto «malcostume». «Non è regolare e viola il codice penale quello che succede nell'Asl To4. Ovvero: i veterinari pur avendo la sede di lavoro a Lanzo entrano ed escono spesso e, da anni, bollando nelle sedi di Borgaro, Caselle e Ciriè. Alcuni di questi dove entrano in servizio hanno anche a disposizione l’auto dell’Asl così da conteggiare il tragitto al luogo di lavoro come lavoro effettivo e di scaricare il costo del trasporto sull’Asl nel caso si usino i mezzi dell’azienda».

L'Asl To4 ha incaricato il nucleo ispettivo interno di avviare immediatamente un’indagine. Ci vorrà almeno un mese per arrivare a dei primi responsi. Le accuse di malcostume (a danno dell'Asl, tra l'altro) riportate dal corvo sono state tutte ben delinate nella missiva. Non dovrebbe essere difficile capire se si tratta di un mitomane o se le segnalazioni sono veritiere.