
Era un vero e proprio fiume di cocaina destinato ai maggiori centri dell'alto Canavese quello che, l'anno scorso, venne smantellato dai carabinieri della compagnia di Ivrea. L'altra mattina, in tribunale, sono arrivate le condanne per i membri della banda. Nove anni e due mesi per Giuseppe Cocco, 63 anni, di Rivarolo Canavese, disoccupato, considerato dagli inquirenti l'uomo che smerciava la coca a centinaia di clienti. Cinque anni e otto mesi, invece, a Nunzio Ficarra, 48 anni di Castellamonte, panettiere un tempo titolare di un negozio in città (attività poi ceduta) e un laboratorio a Valperga. Un terzo uomo, Daniele Leffi ha invece patteggiato una condanna a un anno e sei mesi. Andrà invece a giudizio con un secondo processo un altro membro della banda, titolare di diversi kebab a Torino: Rachid El Habi, 38 anni, che secondo i militari dell'Arma era il tramite tra i canavesani e i narcotrafficanti che procuravano la droga.
Secondo le indagini il gruppo deteneva il monopolio dello spaccio di cocaina in 23 comuni del Canavese: Ivrea, Rivarolo, Agliè, Strambino, Ozegna, Castellamonte, Bairo, San Giusto Canavese, San Giorgio Canavese, Cuorgnè, Strambinello, Favria, Baldissero Canavese, Feletto, Salassa, Lusigliè, Bosconero, Montalenghe, Parella, Valperga, Colleretto Giacosa, Burolo e Ciconio. Un giro di affari di circa 150 dosi a settimana (talvolta 15 dosi in una sola ora), per un introito settimanale di circa 12.000 euro. Gli oltre 400 incontri monitorati dai carabinieri con i vari acquirenti, tutti di età compresa tra i 28 e i 52 anni, avvenivano in diversi luoghi di volta in volta concordati, oppure nei pressi di tre bar: uno ad Ozegna, uno ad Ivrea ed uno a Rivarolo.
Gli indagati, temendo di essere intercettati al telefono, sia fra di loro che con i rispettivi acquirenti, non usavano mai il termine cocaina e non facevano mai espresso riferimento alla cessione della sostanza stupefacente ma adottavano un linguaggio convenzionale, utilizzando ad esempio riferimenti ad incontri per un caffè piuttosto che per un aperitivo per concordare in realtà gli incontri finalizzati alla vendita della droga.















